Gabriele Gravina (Foto ANSA)

Calcio, Gravina: impatto su Pil da 10 miliardi. In 12 anni debiti raddoppiati

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Il presidente Figc ha presentato i numeri del 12esimo ReportCalcio. Con il Covid azzerati i ricavi dagli stadi nella stagione 2020-21

“I dati del nostro report sono impietosi e diventano una sorta di monito per tutto ciò che è successo durante il periodo della pandemia”. Così Gabriele Gravina, presidente della Federcalcio, ha presentato su Skysport la 12esima edizione del ReportCalcio, il documento sviluppato dal Centro Studi Figc in collaborazione con Arel (Agenzia di Ricerche e Legislazione) e PwC Italia (PricewaterhouseCoopers).

Debito raddoppiato

“Abbiamo attraversato un momento di grande criticità sotto il profilo dell’indebitamento: negli ultimi 12 anni abbiamo accumulato 4,1 miliardi di euro di rosso aggregato, vale a dire un milione di euro al giorno e questo la dice lunga”, ha proseguito. “Abbiamo in pratica raddoppiato il debito e oggi il 79% delle nostre società ha chiuso in perdita. Nonostante questa perdita crescente, il costo del lavoro è aumentato in modo spropositato rispetto all’aumento dei ricavi e oggi impatta sul valore della produzione per il 66% del fatturato, che purtroppo diventa il 92% al netto delle plusvalenze”.

Con Covid ricavi da ingresso stadio quasi azzerati nel 20-21

L’impatto del Covid-19 sul calcio è stato evidente in particolare per quanto riguarda i ricavi da ingresso stadio, quasi azzerati nel 2020-2021 rispetto ai 341 milioni di euro del 2018-2019.
Tra il 2018-2019 e il 2020-2021, il numero complessivo di spettatori presenti negli stadi italiani per competizioni di alto livello (calcio professionistico e rappresentative nazionali) è passato da 16,1 milioni ad appena 148.248, mentre gli spettatori potenziali ‘persi’ nel solo calcio professionistico nelle 2 stagioni con impatto Covid-19 (2019-20 e 2020-21) ammontano a 23,1 milioni, con un impatto in termini di ricavi potenziali da ticketing non realizzati pari a 513,3 milioni di euro.

Contributo al sistema Paese

A livello fiscale e contributivo, il solo calcio professionistico ha prodotto inoltre nel 2019 un gettito complessivo pari a quasi 1,5 miliardi di euro (+6% rispetto al 2018 e+71% rispetto al 2006), dato che equivale a circa il 70% del contributo fiscale generatodall’intero sport italiano. Complessivamente negli ultimi 14 anni la contribuzione ammonta acirca 15,5 miliardi di euro, e per ogni euro ‘investito’ dal Governo italiano nel calcio, il Sistema Paese ha ottenuto un ritorno in termini fiscali e previdenziali pari a 18,3 euro.

Il comparto nel suo insieme coinvolge 12 diversi settori merceologici nella sua catena di attivazione di valore, con un impatto indiretto e indotto sul Pil italiano pari a 10,2 miliardi di euro e oltre 112.000 posti di lavoro attivati.

La riforma del sistema e il controllo dei costi

A fronte di queste criticità, l’obiettivo del percorso di riforme che la Figc sta sviluppando nelle ultime settimane riguarda necessariamente il tentativo di dare stabilità al calcio professionistico italiano, al fine di valorizzare ulteriormente uno dei principali settori industriali italiani e un asset strategico dell’intero Sistema Paese.

“Oggi adottare un indice di liquidità dello 0,6 è davvero il minimo indispensabile, faremo di tutto per avere anche altri indicatori incisivi. La nostra idea per l’indice è comunque quella di passare da 0,6 a 0,8 in tre anni per poi arrivare a 1”, ha spiegato ancora Gravina. “C’è una sorta di miopia sulle azioni che bisogna adottare per rivoluzionare il nostro approccio a livello culturale – ha proseguito . Bisogna entrare in una visione diversa. Non possiamo pensare di adottare indicatori diversi rispetto ai dati a disposizione. Se pensiamo di fare simulazioni con alcuni parametri e poi adottare le soluzioni necessarie soltanto se soddisfano i valori attuali, non ci siamo”.

Poi ha concluso: “Dobbiamo controllare i costi. Metterò in campo tutte le mie energie per individuare le criticità perché bisogna risolvere questa problema. Ci stiamo lavorando con una serie di proposte sulle quali c’è un confronto serrato. E’ mia intenzione portare entro il 28 luglio per l’ultimo consiglio federale una nuova formula delle licenze nazionali impostato sul piano triennale”.