Dario Franceschini (Foto ANSA)

Cinema, Franceschini: per uscire da crisi sale rinnovate e nuove windows

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Secondo il ministro la scelta non è “più tra grande e piccolo schermo”, ma “tra esperienza solitaria e collettiva”

Passa per “il rinnovamento delle sale e in misure di sostegno indiretto come le cosiddette finestre – le windows, (lo spazio temporale tra sala e streaming ndr)” l’uscita dalla crisi dell’esercizio cinematografico italiano.
Lo ha detto il ministro Dario Franceschini rispondendo all’Ansa in occasione della visita al cinema Fiamma di Roma, acquistato con i fondi del Pnrr dal Centro Sperimentale di cinematografia e che riaprirà come centro polifunzionale nel dicembre 2023.

“I cinema sono luoghi di aggregazione sociale oltre che culturale ed è paradossale che in un momento di grande rinascita del cinema italiano e grande fermento proprio le sale siano in crisi”, ha rilevato il ministro.
“Le cose sono cambiate: non bisogna più distinguere tra grande e piccolo schermo, perchè ce ne sono di grandissimi anche nelle nostre case, ma tra esperienza solitaria domestica e collettiva in sala e su questo bisogna lavorare, non possiamo rassegnarci al declino delle sale”, ha chiosato Franceschini.

Lo scontro nel settore

L’intervento avviene a pochi giorni dalla polemica che, proprio sul tema delle finestre di esclusiva per le sale, ha infiammato il settore, contrapponendo in particolare Anec – l’associazione degli esercenti cinematografici – e Apa – l’associazione dei produttori.
A dar fuoco alle polveri la politica con la mozione presentata da senatori di vari partiti (fra gli altri FI, Pd, Leu, Iac, ipf e Gruppo Misto) con iniziative per tutelare l’attività delle sale. Tra le misure proposte anche una “finestra” di 180 giorni per tutti i film a protezione dell’uscita.

La missione per la politica è quella di “trovare un non facile equiibro tra interessi diversi”, come ha commentato sempre Franceschini.