Cinema: al Senato accordo politico su ‘finestre’ a 90 giorni

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Via libera bipartisan nell’Aula del Senato alle mozioni di maggioranza e di opposizione sulla crisi delle sale cinematografiche. I testi hanno registrato un consenso pressochè unanime.

Finestra a 90 giorni

In base ai testi approvati, il governo è impegnato, tra l’altro, a prevedere per tutti i film italiani e stranieri, anche non destinatari di benefici statali, di una finestra di almeno 90 giorni tra l’uscita di un film in una sala cinematografica e il successivo sfruttamento nelle piattaforme di streaming, fatta salva la possibilità di deroga sulla base della peculiarità di specifiche tipologie di opere, opere difficili o non destinati a un pubblico vasto.

Il governo dovrà quindi prolungare il “tax credit” al 60% alla distribuzione, al fine di agevolare investimenti in materia di promozione e conseguente visibilità dei prodotti; rimodulare il ‘tax credit’ alla produzione al 40% per opere con prioritario sfruttamento cinematografico, al 30% per quelle destinate ad altri circuiti e modalità di fruizione; introdurre una chiara regolamentazione sulle “uscite evento” di tre giorni che, in mancanza di regole chiare, sono state utilizzate per aggirare il periodo di tempo fissato dalle finestre e finire in tempi brevi sulle altre forme di distribuzione, al fine di restituire giusta importanza al valore delle performance dei film in sala attraverso una regolamentazione chiara che eviti ogni tipo di aggiramento; promuovere iniziative a tutela e sostegno del comparto cinematografico in tutta la sua evoluzione tecnologica”.

Franceschini: sale vanno sostenute economicamente

“Viviamo una specie di paradosso. Da una parte abbiamo un mercato del cinema che cresce in tutto il mondo ed in Italia e dall’altra una crisi delle sale cinematografiche che deriva in parte dall’emergenza Covid, in parte dalle piattaforme ma forse dalla scarsa innovazione delle sale”, ha detto nell’Aula del Senato il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

“Bisogna puntare alla differenza tra l’esperienza individuale e quella collettiva rappresentata dal vedere un film al cinema. Le sale per la loro importanza sociale vanno sostenute con un supporto economico facendole diventare non solo luoghi dove vedere un film ma anche trascorrere del tempo insieme”.

Il ministro ha quindi ribadito che “va migliorata la nostra legislazione sulle finestre di proiezione” e sulla distanza di tempo nel passaggio dei film dalla sala alle piattaforme, “con un limite minimo entro il quale il governo potrà contrattare con le parti”.

Anec: giornata storica

Di “una seduta storica, con l’invito al Ministro della Cultura Dario Franceschini a dare seguito in tempi rapidi alle norme chieste dall’Aula”, ha parlato Mario Lorini, presidente dell’Anec – Associazione Nazionale Esercenti Cinema.

“Le forze politiche hanno chiesto di equiparare film italiani e stranieri a prescindere se abbiano avuto finanziamenti statali, come attualmente già previsto”, prosegue Lorini. “Le mozioni approvate rappresentano un atto di impulso forte e determinato all’azione del Governo, come ha dichiarato il Ministro Franceschini. È un’indicazione molto chiara a regolamentare le finestre temporali senza disparità di trattamento e tra i diversi mezzi di sfruttamento dell’opera cinematografica, come da sempre avviene in Francia e già in passato anche in Italia”.

Lorini ha espresso soddisfazione in quanto “finalmente anche il Parlamento ha sancito all’unanimità non solo l’importanza e il ruolo centrale che, oggi come non mai, riveste la sala cinematografica, ma anche la necessità di una concreta tutela, anche attraverso l’istituzione di una congrua finestra di sfruttamento esclusivo dei film in sala, italiani e internazionali. Un passaggio storico”, ha rimarcato il presidente degli esercenti cinematografici, “vista la partecipazione e la vicinanza di tutti i parlamentari intervenuti in un momento così difficile, con ben quattro diverse mozioni discusse e approvate nella seduta di ieri. Auspichiamo a questo punto”, la conclusione, “che il ministro provveda in tempi rapidi all’emanazione della norma chiesta a gran voce tra i banchi del Senato”.