Rupert Murdoch (Foto Ansa)

Usa, i media di Murdoch scaricano Trump: critiche da Fox, Wsj e Nyp

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La tv e due dei principali giornali del gruppo controllato dall’australiano attaccano l’ex presidente

Dopo anni di sostegno incondizionato o quasi, Rupert Murdoch e il suo impero mediatico prendono le distanze da Donald Trump. “E’ indegno” per la Casa Bianca, “ha fallito”, scrivono il Wall Street Journal e il New York Post.
Mentre Fox, rete per anni megafono di Trump, pur scegliendo di non trasmettere in diretta le udienze pubbliche della commissione sul 6 gennaio e criticando aspramente e quotidianamente Joe Biden, concede sempre meno spazio all’ex presidente. I suoi comizi non vengono più trasmessi in diretta e maggiore attenzione viene dedicata a Ron DeSantis, il governatore della Florida aspirante candidato repubblicano nel 2024.
Complicando ulteriormente un rapporto che già durante la permanenza di Trump alla Casa Bianca aveva già cominciato a incrinarsi.

Cronaca di una rottura

Conservatore per eccellenza, Murdoch è stato per anni amico di famiglia del clan Trump. Ma le elezioni del 2020 hanno aperto la prima crepa. La telefonata infuocata di Trump nella notte elettorale perché Fox aveva assegnato l’Arizona a Biden non è mai andata giù a Murdoch, che ha difeso i suoi a spada tratta. Le violenze del 6 gennaio hanno poi complicato ulteriormente le cose, spingendo molti dei volti noti di Fox paladini di Trump – da Laura Ingraham a Sean Hannity – ad affrettarsi a chiedere uno stop dell’assalto a Capitol Hill.

Ora gli editoriali di condanna del Wall Street Journal e del New York Post che, secondo molte fonti, riflettono l’opinione di Murdoch. “Anche se i critici hanno ragione quando dicono che la commissione d’inchiesta manca di equilibrio politico”, i fatti che ha presentato “restano. Trump ha giurato di difendere la Costituzione e come Commander-in-Chief aveva il compito di proteggere Capitol Hill. Ha rifiutato di farlo”, ha scritto il board editoriale del Wsj in un commento dal titolo ‘Il Presidente che è rimasto immobile il 6 gennaio’.
Ancora più dure le parole del New York Post: si è dimostrato “indegno” della Casa Bianca.

Le elezioni di metà mandato

Le voci del Wall Street Journal e del New York Post si inseriscono nella battaglia in corso fra le due anime del partito repubblicano. Da una parte coloro che vogliono volare pagina e lasciarsi Trump alle spalle, dall’altra chi continua a cavalcare la ‘big lie’, la grande bugia delle elezioni rubate, e difende senza se e senza ma l’ex presidente.
Con l’avvicinarsi delle elezioni di metà mandato, la spaccatura dei conservatori è sempre più evidente e per molti il prossimo appuntamento editoriale sta assumendo il contorno di un referendum su Trump.
Che per ora continua a scommettere sul 2024.