Rai: via libera unanime dal Cda al piano immobiliare

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Il piano prevede interventi in 8 anni, tra dismissioni, ammodernamenti e creazione di nuovi centri di produzione.
Coinvolte le strutture di Roma, Milano,Napoli, Torino e le sedi regionali

Via libera unanime dal Cda Rai al piano immobiliare presentato dall’ad Carlo Fuortes. Sei i voti favorevoli al progetto, escluso Igor De Biasio che non ha preso parte alla discussione e al voto, in quanto, per via dell’incarico in Arexpo, non partecipa a delibere che riguardano questioni immobiliari milanesi.
Il Piano, spiega una nota di Viale Mazzini, prevede “una razionalizzazione e riorganizzazione degli spazi aziendali resa opportuna sia dall’evoluzione delle modalità di lavoro conseguenti alla transizione digitale, sia dalla necessità di assicurare una maggiore sostenibilità ambientale e finanziaria”.

Liberare risorse

Nel dettaglio il progetto riguarda alcune sedi regionali e gli insediamenti aziendali di Roma e di Milano.
L’eventuale dismissione di asset non strategici, si specifica, “servirà a liberare risorse per la valorizzazione del patrimonio immobiliare aziendale e sarà sottoposta ad approvazione da parte del CdA”.

Carlo Fuortes (Foto Ansa)
Carlo Fuortes (Foto Ansa)

Sindacati e Vigilanza

Il Piano Immobiliare, illustrato ai sindacati all’interno di un percorso aziendale avviato, è stato anche messo a conoscenza della Commissione Vigilanza dei servizi radiotelevisivi.

In origine, ricordiamo, prima dell’assemblea del Cda di oggi, 28 luglio, era previsto un incontro in Vigilanza con l’ad Fuortes e la presidente Marinella Soldi il 21 luglio. Ma le vicende politiche, e la successiva crisi che ha portato alle dimissioni del Premier Mario Draghi, hanno fatto saltare l’appuntamento.
I vertici di Viale Mazzini hanno comunque inviato le loro relazioni a San Macuto, che si è riservata di intervenire in merito alla presentazione del piano industriale per la Rai, di cui l’aspetto immobiliare è una voce sostanziosa.

Cosa prevede il piano

Secondo quanto riporta Ansa, che cita l’intervento che Fuortes avrebbe dovuto tenere in Vigilanza, gli obiettivi del piano hanno alla base la revisione delle logiche di utilizzo degli spazi in ottica di desk-sharing e smart-working e la dismissione degli asset non strategici, o non più funzionali, per liberare risorse da impiegare per gli interventi di rinnovo ed ottimizzazione degli immobili rimanenti.

Il piano prevede nell’arco dei prossimi otto anni una revisione strutturale degli asset, dei costi gestionali e dell’impatto ambientale con investimenti complessivi dal 2023 al 2031 di circa 465 milioni.
Dalla vendita degli immobili si stima un incasso intorno ai 200 milioni, con una riduzione del footprint al 2031 del 14% e dei costi annui della gestione immobiliare a regime di circa 10 milioni.

In cantiere interventi su Roma, Milano, sui centri di Torino e Napoli, le sedi regionali e gli asset non strategici. A Roma sono previsti la rifunzionalizzazione e l’ammodernamento della sede Viale Mazzini e dei centri di produzione di Saxa Rubra, Teulada e Nomentano.
Gli interventi su Milano prevedono la vendita dell’immobile di Corso Sempione, il rilascio degli immobili in locazione e la creazione di un nuovo centro di produzione.
Per quanto riguarda Napoli e Torino è previsto l’ammodernamento dei centri di produzione. Per le sedi regionali si va verso modelli a minor impatto ambientale e la vendita degli immobili sovradimensionati e non più funzionali.