Fondazione Veronesi e SITAB lanciano il premio ‘Tabacco e Salute’ per invogliare i giornalisti a scrivere sui rischi del fumo

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Sono passati 22 anni dal luglio del 2000 quando il consiglio del Ministri ha votato il ddl, presentato dal ministro della Sanità Umberto Veronesi, che introduceva il divieto assoluto di fumare in tutti i luoghi chiusi pubblici e negli uffici privati e persino nelle carceri. Ovunque ci sia commistione tra fumatori e non fumatori.

CI sono voluti due anni e mezzo perché il ddl sul fumo diventasse legge il 21 dicembre del 2002, boicottato in parlamento dalle fortissime lobby del tabacco, ma ferocemente spinto da un altro grande medico ministro della Salute, Girolamo Sirchia.

Ma l’impegno di sensibilizzare l’opinione pubblica sui danni del fumo non finisce mai e vede in prima fila la Fondazione Veronesi e SITAB, Società Italia di Tabaccologia, che tra le varie iniziative hanno lanciato un premio giornalistico, Tabacco e Salute, arrivato alla seconda edizione, per promuovere l’impegno giornalistico intorno a un argomento di forte impatto scientifico, sanitario e sociale. Per il premio in denaro la Fondazione Veronesi ha messo a disposizione 1000 euro per il premio alla stampa e web, 1000 per il video e 1000 per l’audio.

Possono partecipare autori di articoli, inchieste o servizi pubblicati in lingua italiana su testate regolarmente registrate – quotidiani, settimanali, periodici, testate online, agenzie di stampa, radio e tv , pubblicati nel periodo compreso tra il 1 gennaio 2021 e il 31 agosto 2022.