Rai, la corsa verso destra

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Da Sangiuliano a Preziosi, si allarga il gruppo dei fan di Giorgia Meloni

Si assiste a un grande polverone causato dalle corse a riposizionarsi politicamente nelle stanze di Viale Mazzini e nei corridoi di Saxa Rubra. Palesate all’improvviso le elezioni, annusata l’aria di vittoria del centrodestra, più destra che centro, le aspirazioni di rivalsa e di fare carriera iniziano a prendere corpo. Fratelli d’Italia ha sempre avuto una buona sponda, fino allo scorso mandato del cda, con Gianpaolo Rossi, consigliere molto attivo, non rieletto ma sempre un riferimento anche dall’esterno, conoscendo molto bene la struttura Rai manageriale e giornalistica e che si vedrebbe bene a fare l’ad.

Paolo Petrecca (Foto LaPresse)
Paolo Petrecca (Foto LaPresse)

L’unico direttore riconosciuto ufficialmente in quota Meloni è Paolo Petrecca di Rainews dove è arrivato come risarcimento ottenuto per l’incomprensibile esclusione di Rossi dal cda.

Si ironizza raccontando della fila degli aspiranti a nuove posizioni targate FdI metaforicamente piazzata davanti alla porta di Marcello Ciannamea, capo coordinamento della Direzione Distribuzione, (nonché nel Cda di RaiCinema e RaiPubblicità) un ruolo di peso individuato in quota Lega, e a quella del capo divisione Organizzazione, Felice Ventura, vicino a Fratelli d’Italia e quindi primo punto di riferimento.

Gennaro Sangiuliano

Il personaggio più in evidenza è il direttore del Tg2 Gennaro Sangiuliano, che non ha mai fatto mistero delle sue posizioni di destra, indicato dall ‘adrenalinico senatore Ignazio La Russa per dare ” una mano nell’elaborare il programma” con Fdl e anche a sedersi su una poltrona di ministro, “magari della Cultura così da dare sfogo al suo revisionismo congenito”, commentano velenosi nella sua redazione.

A parte una poltrona in parlamento, l’aspirazione di minima per il direttore sovranista sarebbe il passaggio alla direzione del Tg1, al posto di Monica Maggioni. Diviso tra Salvini e Meloni, Sangiuliano da tempo ha preso l’interim della redazione politica del Tg2 pur di non dare il posto Giuseppe Malara, ex An ora Lega e per nulla gradito a Giorgia Meloni.

Nel tg dell’ammiraglia è ben posizionato come riferimento intellettuale della destra, Nicola Rao: vicedirettore al Tg1 con Maggioni e autore di molti libri sull’eversione nera.

Paolo Corsini

Si scalda i muscoli anche Paolo Corsini, già vicedirettore di Rai2 e attualmente vice della Direzione Approfondimenti Informativi: “uno” raccontano “che non dimentica mai il 25 aprile di indossare la camicia nera.” Il suo grande e primo amore è la radio di cui è stato vicedirettore con l’altro ex missino, Bruno Soccillo e già vi si vede in sella mentre agli Approfondimenti, dopo essere stato emarginato da Orfeo se pure nominato vicedirettore, ora con il nuovo direttore Antonio Di Bella è in risalita.

Proprio il direttore dell’approfondimento Antonio Di Bella sembra aver lasciato di stucco il Pd: quando appena insediato ha assegnato il maggior numero di programmi da sovrintendere a dirigenti del centro destra, affidando ad esempio la trasmissione giornalistica di punta di Rai3, ‘Agorà’ al forzista Federico Zurzolo, vicino a Gasparri, altro suo vicedirettore. Prendendosi pure in carico Chiara Capuani, caporedattore di Rai Parlamento e conduttrice di “Punto Europa” che è virata da Forza Italia a Fdl. Insieme a lei è arrivato dal Tg1 Filippo Gaudenzi. Di Bella deve anche trovare una buona collocazione per Emma D’Aquino, silurata da Monica Maggioni alla conduzione serale del Tg1( dopo essersi rifiutata di fare una tantum la rassegna stampa dell’alba) ed ora in pole per condurre ben 2 programmi di rete, forse pure tre.

Federico Zurzolo

Aspira a un seggio parlamentare anche Antonio Preziosi: da sempre fedele dell’area cattolica berlusconiana, il direttore di Rai Parlamento si accontenterebbe anche di dirigere il Tg2 al posto dell’amico Sangiuliano che ha omaggiato favorendo la rapidissima carriera della moglie, Federica Corsini. Nominando anche da poco caporedattrice al tg Francesca De Martino, vicina a Fdl.

Antonio Preziosi

Probabile rilancio per Francesco Giorgino che ha lasciato il Tg1 allontanato dalla Maggioni ed è passato a fare il vice direttore per l’offerta informativa.

Non se la passa bene invece Simona Sala direttrice del day time, dove è arrivata dal Tg3 per fare posto a Mario Orfeo in rotta di collisione con l’ad Fuortes sulla gestione dell’approfondimento. Senza forti sponsor politici, basculante tra i 5stelle e il Pd, Sala rischia di essere tra le prime vittime delle mire del centro destra vincente alle elezioni. Il day time è una direzione di grande impatto sia da un punto di vista politico ( i suoi programmi soft sono passerelle ideali per fare propaganda) che economico ( per le quantità di produzioni gestite).