Anna Wintour (foto Ansa)

Rivolta a Vogue contro Anna Wintour per salari e contratti

Condividi

Anna Wintour rischia la prima protesta digitale della sua lunga carriera a Vogue. Dopo averla avuta vinta a Wired spuntando salari più alti e contratti, i dipendenti ‘rivoltosi’ di Conde Nast si apprestano a prendere di mira Vogue, il gioiello della corona dell’impero editoriale.

E si preparano a farlo- spiega Ansa – il prossimo mese in coincidenza con il numero di settembre, quello più importante dell’anno, tanto importante da essere divenuto oggetto di un documentario intitolato proprio ‘September Issue’.

Nelle scorse settimane i lavoratori di Wired hanno minacciato di bloccare i link pubblicitari sul sito e sono così riusciti a strappare ai vertici del magazine aumenti salari e contratti migliori. Ora la protesta ‘non contract, no clicks’, secondo indiscrezioni, rischia di arrivare a Vogue nel regno di Anna Wintour, l’ultrasettantenne che da anni detta linea del fashion a livello globale. Per la regina della moda si potrebbe trattare della prima protesta digitale nei suoi 34 anni di regno a Vogue.

Una protesta segno dei tempi che cambiano anche per Wintour, già lo scorso anno costretta a fare i conti con il picchetto di ben centinaia di lavoratori del New Yorker – l’unica testata Conde Nast che non risponde alla “regina della moda” – davanti alla sua abitazione a New York. “Il Diavolo veste Prada, ma ai lavoratori nada”, era lo slogan dei dipendenti del settimanale più intellettuale d’America per chiedere salari più adeguati.
Una manifestazione, così come le critiche per la mancanza di diversità, che non ha avuto il potere di intaccato il prestigio di Wintour e la sua ascesa inarrestabile che la vede responsabile dei content worldwide e direttrice globale di “Vogue”. Cariche che le concedono di di fatto ha l’ultima parola su quanto viene scritto in oltre trenta mercati del mondo.

Che una protesta digitale potesse arrivare anche a Vogue era nell’aria da tempo, da quando l’ombra del sindacato ha iniziato ad aleggiare sul magazine. Risalgono infatti solo a qualche mese fa le voci di una possibile organizzazione dei dipendenti per farsi rappresentare dagli esperti della News Guild, il sindacato a cui fa capo il personale di altre grandi organizzazioni giornalistiche. Tutte grandi manovre che per ora scivolano sull’incontrastata regina della moda immortalata in diversi film e fonte di ispirazione e di un Met Gala che ogni anno fa invidia a Hollywood.