Video stupro Piacenza su social, intervento Odg e Cpo Fnsi. Pm: ipotesi reato

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Il video rilanciato da Giorgia Meloni al centro dello scontro politico e non solo

Non si fermano le polemiche sulla diffusione via social del video che mostra lo stupro di una donna di origine ucraina a Piacenza, rilanciate sui suoi profili anche da Giorgia Meloni.
“Stante il clamore mediatico suscitato”, la procuratrice di Piacenza Grazia Pradella ha parlato di “un fatto astrattamente riconducibile a ipotesi di reato”.

L’intervento dell’Odg regionale

Interventi anche da parte dell’Odg Emilia Romagna e del Cpo Fnsi, Cpo Usigrai, Cpo Cnog e Giulia giornaliste.
“La pubblicazione del video dello stupro di Piacenza, anche se successivamente rimosso, è di una gravità inaudita, inaccettabile dal punto di vista professionale e umano, contraria alle norme deontologiche alla base della professione giornalistica”, ha scritto il consiglio dell’Ordine dei giornalisti. “Alle fondamenta della deontologia giornalistica c’è il rispetto della persona e delle vittime, per questo la pubblicazione di quel video è scorretta sotto ogni punto di vista. Non c’è clic che possa valere più della tutela della vittima, non c’è giornalismo se non c’è rispetto della deontologia”. “Pur se al momento non risultano coinvolti giornalisti e testate della regione, l’Odg “sta vigilando sulle pubblicazioni del video dello stupro di Piacenza e segnalerà eventuali violazioni agli organi disciplinari competenti per territorio”.

Cpo Fnsi: no a uso corpo delle donne per visualizzazioni

“Pubblicare il video di uno stupro è un’altra violenza nei confronti della donna che lo ha subito”, il punto di vista dei Cpo Fnsi, Cpo Usigrai, Cpo Cnog e Giulia giornaliste che condannano “chi usa il corpo delle donne solo per raccogliere visualizzazioni”.
“Un Osservatorio sui social e sui media, che le Cpo di Fnsi, Usigrai, Cong e Giulia sollecitano da tempo ai Ministeri e alle istituzioni competenti, permetterebbe non solo di segnalare una comunicazione violenta, contraria ai principi del Manifesto di Venezia e dell’articolo 5bis del Testo unico deontologico, ma anche di spiegare come si utilizzano parole e immagini, per una piena affermazione dei diritti delle donne e per una narrazione corretta della violenza. Non come accaduto per l’ennesima volta in queste ore, aggiungendo violenza a violenza feroce, usata con il solo scopo di attrarre pubblico, ottenere click e indirizzare il consenso”.

La polemica politica

Sul fronte politico, la scelta di Meloni è diventata nuovo territorio di scontro politico. Il segretario del Pd Enrico Letta ha definito “indecoroso e indecente il video postato da Meloni”. “C’è il rispetto delle persone che deve essere prima di tutto, ha aggiunto, quindi invito tutti a fare una campagna elettorale in cui si parli delle cose e ci si confronti anche animatamente. Ma non si può essere irrispettosi dei diritti delle persone”.
“Non consento a Enrico Letta di diffondere menzogne sul mio conto e fare bieca propaganda sul gravissimo stupro di Piacenza”, la replica della leader di Fratelli d’Italia. “Il video pubblicato sui miei social è oscurato in modo da non far riconoscere la vittima ed è preso dal sito di un importante quotidiano nazionale, a differenza di quanto da lui sostenuto”.