Peiter Zatko, in un momento della video intervista con la Cnn

Twitter, le accuse di Zatko agitano la politica. Timori in vista del voto

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Prime reazioni alle denunce della talpa. Intanto il social si difende e parla di “tempismo sospetto”

Le accuse a Twitter da parte del suo ex capo alla sicurezza Pieter Zatko non sono passate inosservate. Visto anche l’avvicinarsi delle elezioni di midterm, esperti di cyber sicurezza e dei legislatori hanno cominciato a sollevare timori sulla sicurezza nazionale.

I timori della politica

Diversi deputati e senatori americani hanno annunciato di voler approfondire le accuse avanzate da Zatko, assunto da Twitter dopo il massiccio hackeraggio del 2020.
Le “gravi carenze denunciate” espongono Twitter, è il parere, a rischi di spionaggio da parte di governi stranieri. “Le accuse potrebbero avere serie implicazioni in termini di sicurezza nazionale, privacy e sicurezza delle elezioni. Vanno indagate”, ha affermato il deputato John Katko, repubblicano dello stato di New York.

“Se è vero che Twitter non ha controlli strutturali per prevenire o individuare incidenti di cybersicurezza, allora la società è un rischio alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti più di quanto TikTok abbia mai sperato”, ha rimarcato Jackie Singh, esperta di cybersicurezza che ha lavorato nella campagna presidenziale di Joe Biden.

Twitter attacca: “tempismo sospetto”

Twitter ha respinto le accuse del suo ex manager, puntando il dito sulla “tempistica opportunistica” e ribadendo che la sicurezza è la sua priorità.
Dal canto suo Zatko, tramite il suo legale, ha ribadito di non aver nulla a che fare con la battaglia legale fra Twitter e Musk e che il suo processo di denuncia è iniziato a prima.

In una comunicazione ai dipendenti, il ceo Parag Agrawal ha definito le accuse “frustranti e in grado di disorientare”, parlando di una “falsa narrativa con molte imprecisioni e presentata senza contesto”.

Musk vuole Zatko in aula

E Musk? Molte delle accuse intrecciano le motivazioni che l’imprenditore ha utilizzato per tirarsi indietro dall’accordo da 44 miliardi per l’acquisizione della piattaforme social. E ora i suoi legali hanno chiesto la comparizione e i documenti di Zatko nell’ambito della battaglia legale con Twitter.