Il Gas spegne la campagna elettorale dove predominano litigi, gossip e slogan

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I rincari del gas e dell’energia, che piegano le ginocchia a famiglie e imprese, spingono i partiti a chiedere unitariamente l ’intervento del premier uscente Mario Draghi, smorzando ulteriormente una campagna elettorale assai deludente nei contenuti e nella forma. Anche il prevedibilissimo risultato della tornata elettorale del 25 settembre, che i sondaggi confermano con il centrodestra davanti di oltre 20 punti dal centrosinistra, non incentiva la qualità di proposte e programmi.

Sui social ‘’i politici sono prigionieri dell’opinione, non la gestiscono. L’opinione infiamma, crea grandi scontri, ma alla fine non mobilita. Perché l’opinione basta a sé stessa: mi leggo il giornale, mi guardo il talk, litigo su twitter, e mi fermo là’’. Il sociologo Giuseppe De Rita in una recente intervista ha un giudizio tagliente della campagna elettorale in atto, che riconosce come una lite quotidiana su chi offre più tutele ai cittadini. ‘’ Manca la capacità – sottolinea – di andare oltre…di uscire dalla mischia’’.

Indirettamente De Rita offre una spiegazione della scarsa importanza che viene attribuita ai programmi elettorali sia dai partiti che li hanno redatti in tutta fretta, sia dai Media che si limitano a confronti piuttosto superficiali. Confermando come nell’era digitale le cose apparentemente futili diventino quanto mai importanti.

Com’è successo al segretario del Pd Enrico Letta quando ha scelto di cavalcare la parodia della Rete sulla sua campagna, ideata dall’agenzia barese ‘’Proforma’’. Lo slogan ‘’Scegli’’ con Putin su fondo nero o con l’Europa su fondo rosso e in primo piano Letta, è stato stravolto, sostituendo al volto di Letta un maccherone e chiedendo di scegliere fra pancetta e guanciale, ingredienti della pasta romana alla ‘’Matriciana’’. Il segretario del Pd non si è scoraggiato, anzi ha rilanciato su Twitter la ‘’card’’ ironica, aggiungendo l’hashtag #Guanciale tutta la vita. Risultato un buon traffico sulla rete e la possibilità per Letta di fare autoironia e dimostrare che non è poi così ‘’triste’’ come sembra.

Un’uscita azzardata, ma funzionale a creare attenzione, è stata anche il post dell’ autocandidata Premier, Giorgia Meloni, del video shock dello stupro di Piacenza, eliminato poi da Twitter per invasione della sfera personale. Comunque l’iniziativa maldestra rientra nella macchina di una comunicazione che guarda più al linguaggio che alla propaganda. Spin doctor è Tommaso Longobardi, 30 anni, laurea in scienze e tecniche psicologiche, che è riuscito ad aggregare per la Meloni (ha superato Matteo Salvini anche nei social dopo la perdita di Luca Morisi) 2 milioni e 300mila follower di Facebook e un milione e 200 mila persone che la seguono su Twitter.

Dai temi forti della destra, dall’immigrazione alla famiglia, che l’hanno aiutata a salire nei social, la leader di Fratelli d’Italia passa ora a una presenza ‘’reale’’ con apparizioni frequenti in tv, dove assume toni istituzionali con l’obbiettivo di diventare più digeribile agli occhi dei nuovi elettori e soprattutto degli osservatori stranieri. E, consapevole che in campagna elettorale contano sempre i contenuti di vita privata, Giorgia posta sui social la foto della madre, la 70enne Anna, per frenare le polemiche su devianza e obesità.

Alle strategie comunicative attraverso stralci di vita privata dedica un ampio servizio ‘’Il Messaggero’’, pubblicando, oltre a quella della Meloni con la madre, alcune foto di coppie politiche. Da Matteo Salvini che si mostra con Francesca Verdini per distrarre da scandali e polemiche, a Giuseppe Conte, che tiene per mano la compagna Olivia Paladino il giorno dell’uscita da Palazzo Chigi dopo la caduta del suo governo, a Carlo Calenda in atteggiamento affettuoso con la moglie Violante, di cui ha raccontato anche la malattia, fino allo storico bacio nel 1988 del giovane segretario del Pci, Achille Occhetto, sulla bocca della moglie Aureliana, per dimostrare la modernizzazione del partito.

Caratterizza la comunicazione di questa campagna elettorale anche l’uso di tre slogan in una sola parola, che suona meglio e colpisce di più, come fa notare Marco Belpoliti, in un editoriale pubblicato da ‘’La Repubblica’’. Si tratta di ‘’Credo’’, ‘’Pronti’’, ‘’Scegli’’, utilizzati rispettivamente da Salvini, Meloni e Letta. ‘’Credo’’ risponde al fideismo religioso e patriottico di Salvini, mentre ‘’Pronti’’ della Meloni, oltre ad essere pronti a governare, sta per essere all’imminenza di un’azione di concreto sostegno alle famiglie. ‘’Se Salvini usa la prima persona singolare, Io – rileva Belpoliti – Meloni preferisce la prima plurale, Noi. Inoltre il colore scelto da entrambi è l’azzurro berlusconiano rassicurante’’.

‘’Scegli’’ di Letta utilizza la seconda persona singolare, Tu. Lo slogan si accompagna a due colori e a due opzioni, con Putin o con l’Europa, che punta chiaramente a una drammatizzazione del confronto. ’’La divisione in due campi proposta da ‘’Scegli’’ rende esplicito qualcosa che la destra vuole occultare: il conflitto. Pandemia e la guerra sono state due esperienze che ci hanno obbligato a scegliere. Faremo così anche ora?’’ Conclude Belpoliti, rimarcando lo sguardo oggi accattivante di Monna Lisa- Giorgia.

Infine Alessandro Penati sul ‘’Domani’’ sottolinea come nessun partito sembri aver l’intenzione di rivedere l’attuale assetto di intervento pubblico nell’economia dove ‘’conta il potere di nomina e tutela dei bacini elettorali. ‘’E’ possibile qualche cambiamento, ma in peggio – scrive – se le dichiarazioni di Fratelli d’Italia su Tim e Ita ( delle quali sogna il controllo pubblico n.d.r ) diventassero azioni di governo.‘’

Penati si riferisce anche alle nomine ai vertici delle imprese partecipate, alle istituzioni pubbliche ( Invitalia e Cassa depositi e Prestiti) e alla gestione diretta della ristrutturazione di grandi imprese come Ilva e la banca Mps. ‘’Il sostegno dello Stato all’occupazione e alle imprese nazionali non è in discussione – sottolinea l’economista – ma dobbiamo domandarci se la modalità di intervento dei vari governi italiani (pressochè confermata, anzi rafforzata da Fratelli d’Italia che si accingerebbero soprattutto a un carosello di nuove nomine e di conferme n.d.r) sia realmente efficace.