Mikhail Gorbachev (Foto Ansa)

Gorbaciov, la sua morte passa (quasi) sotto silenzio sui media in Russia

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La scomparsa del leader politico, accolta con freddezza in Russia e a tratti con livido compiacimento, domina la scena sui media stranieri

Con Mikhail Gorbaciov scompare uno degli uomini che più hanno influenzato la fine del 20esimo secondo. E il modo in cui il mondo ha parlato della sua scomparsa non fa altro che riflettere la spaccatura tra i paesi occidentali e Mosca.

La freddezza sulla tv russa

La notizia della sua morte infatti è quasi passata sotto silenzio sui media in Russia, con uno scarno comunicato della Clinica ospedaliera centrale di Mosca, l’ospedale della nomenklatura dov’era ricoverato da tempo. “Questa sera, dopo una prolungata e grave malattia, Mikhail Sergeevich Gorbaciov è morto”, recita la nota ripresa subito dall’agenzia Tass.
In mattinata, segnala Reuters, Channel One gli ha dedicato un servizio di 5 minuti, sottolineando il suo desiderio di potenziare l’economia sovietica, ma senza risparmiare l’accusa di aver mancato di risolutezza con l’America.
Rossiya 24 ha dato la notizia per terza, a più di 10 minuti dall’inizio del tg.

La formalità di Putin

Vladimir Putin ha espresso le sue “più sentite condoglianze”, con un telegramma alla famiglia nel quale avrebbe definito Gorbaciov “un politico e uno statista che ha avuto una influenza importante sulla Storia del mondo”.
Una stima formale che potrebbe non avere attestazioni pubbliche, con voci non ancora confermate che si rincorrono sullo svolgimeno di funerali di stato.
Del resto in Russia non tutti lo ricordano con ammirazione. In molti non lo perdonarono per la scomparsa dello Stato Sovietico, accusandolo di ancora di tradimento. Come dimostrano i commenti, a tratti di macabro compiacimento, di alcuni politici.

La reazione in Occidente

Alla freddezza russa fa da contraltare la presenza della notizia nelle home page dei siti di news di tutto il mondo.
Una pioggia i messaggi di ricordo, ringraziamento e cordoglio che sono arrivati poi dai politici.

“Ha aperto la strada a un’Europa libera”, ha scritto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, mentre Roberta Metsola presidente del Parlamento europeo ha condiviso su Twitter il ricordo di Gorbaciov con George Bush a Malta, “per segnalare la fine della Guerra Fredda”. “Ha ispirato la speranza di un mondo migliore e più libero. Significava abbattere muri e portare alla riunificazione dell’Europa. La sua eredità sarà ricordata”, ha aggiunto.

Guarda all’attualità della sua igura anche il presidente del Consiglio, Mario Draghi. “Mikhail Gorbaciov ha segnato la storia recente della Russia, dell’Europa, del mondo. Dopo una vita nel Partito Comunista, ha posto fine con coraggio e determinazione all’esperienza dell’Unione Sovietica e cercato di costruire una nuova stagione di trasparenza, diritti, libertà. Il suo desiderio di pace, la sua opposizione a una visione imperialista della Russia gli sono valsi il Premio Nobel. Sono messaggi quanto mai attuali davanti alla tragedia dell’invasione dell’Ucraina”.

L’attacco dei media cinesi

Voce fuori dal coro internazionale quella dei media cinesi. Sul Quotidiano del Popolo, Gorbaciov viene definito una “figura tragica che ha soddisfatto i bisogni degli Stati Uniti e dell’Occidente senza morale”, che ha commesso “gravi errori” nel valutare la situazione internazionale, “ha provocato il caos nell’ordine economico interno” e la cui parabola politica deve servire da “promemoria” per altri Paesi nell’essere cauti verso l’Occidente.

“In una riflessione storica, Gorbaciov è ingenuo e immaturo”, scrive ancora giornale cinese. “Venerare ciecamente il sistema occidentale ha fatto perdere indipendenza all’Unione Sovietica, e il popolo russo ha sofferto di instabilità politica e di gravi pressioni economiche, che la Cina ha considerato un grande avvertimento e una lezione da cui trarre esperienza per la propria governance”.

Chi era Gorbaciov

Ultimo segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, carica che ha ricoperto dal 1985 al 1991, Gorbaciov nacque il 2 marzo 1931 a Privol’noe, località rurale nella Russia sudoccidentale.
Fu il padre dei processi di riforma legati alla perestrojka (riforma politica) e poco dopo la “glasnost” (trasparenza informativa), che diede il via a quello che fu chiamato il “comunismo dal volto umano”, con una ventata di libertà nei media e nell’opinione pubblica. E protagonista degli eventi che portarono alla dissoluzione dell’Urss e alla riunificazione della Germania.
Iconiche le sue foto con la moglie Raisa, gli incontri con i presidenti americani Ronald Reagan e George Bush senior e con papa Giovanni Paolo II.

Per il suo contributo alla fine della Guerra Fredda, nel 1989 fu insignito della Medaglia Otto Hahn per la Pace e nel 1990 del Nobel per la Pace.