Dmitri Muratov (Foto Ansa)

Russia, revocata la licenza di pubblicazione alla Novaya Gazeta

Condividi

Il giornale, che Gorbaciov aveva aiutato a fondare nel 1993, già da marzo ha sospeso le pubblicazioni

Una Corte a Mosca ha revocato la licenza di pubblicazione per il giornale indipendente Novaya Gazeta, diretto dal Premio Nobel per la pace Dmitry Muratov.

La decisione, riferisce l’agenzia Ria Novosti, è stata presa su richiesta dell’ente statale per il controllo sui media, Roscomnadzor. Alla fine di luglio, l’authority aveva richiesto di annullare la registrazione della testata come mass media.

Sentenza “senza base legale”

Fondato nel 1993, anche con l’aiuto economico di Gorbaciov, secondo il Roscomnadzor, il giornale non avrebbe fornito documenti relativi al cambio di proprietà avvenuto nel 2006.
“Hanno ucciso il giornale”, ha commentato la testata, mentre Muratov (nella foto, Ansa), citato da Reuters, ha parlato di una sentenza politica, “senza la minima base legale”, annunciando l’intenzione di fare appello.

Vladimir Putin (Foto LaPresse)
Vladimir Putin (Foto LaPresse)

Le azioni contro la testata

Fin da marzo, pochi giorni dopo l’invasione dell’Ucraina, Novaya Gazeta aveva sospeso le pubblicazioni per decisione autonoma, denunciando pressioni per la sua posizione critica contro la cosiddetta “operazione militare speciale”.
Il giornale sempre a luglio aveva lanciato un nuovo progetto editoriale con una rivista che poteva essere vista su un sito. Iniziativa rimasta online in Russia poco più di una settimana per l’intervento delle autorità del paese, con l’ormai consueta accusa di “screditare” le forze armate.

Novaya Gazeta ha comunque aperto una redazione che lavora dall’Europa e solo online.

Onu: stop ennesimo colpo alla libertà dei media russi

Di un “ennesimo colpo” all’indipendenza dei media russi ha parlato la portavoce dell’Ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite, Ravina Shamdasani. “Siamo profondamente preoccupati per la decisione del tribunale di Mosca di revocare la licenza”, ha continuato.
Le attività dei media nel paese, ha ricordato, “sono state ulteriormente compromesse dalle restrizioni legali e dall’aumento dei controlli statali imposti a seguito dell’attacco della Federazione Russa all’Ucraina”.