(Foto Ansa)

Cinema: nel 2022 il 60% degli italiani non è mai andato in sala

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Da Venezia, nell’ultimo giorno della mostra del Cinema, un’indagine fotografa la fruizione delle sale, cercando di capire cosa serve per ripartire

Il 60% degli italiani non è mai andato al cinema nel 2022. E’ il risultato di una ricerca realizzata da Swg per il Ministero della Cultura, presentata dal sottosegretario Lucia Borgonzoni a Venezia.

Il dato conferma l’attuale crisi del cinema italiano, denunciando un’assenza dalle sale ‘trasversale’ che tuttavia riguarda maggiormente gli anziani, i ceti economico-culturali più fragili, i fruitori intensivi di film tramite la tv in chiaro che non usano le piattaforme di streaming, così come chi preferisce il cinema italiano.

Platea e fruizione ridotte

Con riferimento al 2019, a conferma della tendenza negli anni della pandemia, il primo semestre del 2022 registra una marcata flessione tanto nell’ampiezza della platea cinematografica (ridotta del 35%), quanto nella frequenza con la quale il pubblico si reca in sala: quasi dimezzati risultano i fruitori regolari, mentre i salutari si sono ridotti di oltre un terzo. Seppure più esigui in termini demografici, a trainare la frequenza risultano oggi i segmenti giovanili, le famiglie con bambini e i residenti nelle grandi città.
Gli italiani che non frequentavano le sale neanche prima della pandemia, risultano essere 4 su dieci, ai quali si è aggiunto un 21% che ha smesso di andare al cinema con l’emergenza sanitaria e un 10% che ha ridotto la frequentazione delle sale. Il risultato è che nel 2022 oltre il 60% della popolazione non si è mai recata mai al cinema.

I perchè delle sale vuote

Nel dettaglio, dall’indagine, svolta su un campione di oltre 12mila individui, emerge che 4 italiani su 10 riportano una carenza di tempo libero: quota che diviene maggioritaria tra i 30 e i 60 anni d’età.
Però sono per la maggior parte consumatori di contenuti audiovisivi, soprattutto i giovani più istruiti che vivono nei grandi centri urbani.

Inoltre, due terzi dei cittadini italiani guarda prevalentemente film e documentari, tipologia di audiovisivo oggi tallonata da serie e miniserie (59% di fruitori regolari) e dalla vasta fenomenologia di video presenti in rete (sia user generated contents sia quelli di matrice editoriale). Fruitori regolari e intensivi di film sono in particolare i soggetti senior e anziani, con tempo libero a disposizione, mentre la marginale quota di rejector dei film (un 6% che non ne guardano mai) prevale tra i ceti economico-culturali più fragili.

Il successo delle pellicole a stelle e strisce

Vedono più film americani gli adolescenti delle grandi città, mentre il cinema italiano attira maggiormente senior e anziani meno istruiti. “Seppure vengano percepiti come di pari qualità e originalità – e al cinema nostrano venga riconosciuto un più alto valore culturale ed educativo – il cinema americano vince su tutte le altre dimensioni: è innanzitutto più spettacolare e innovativo, ma anche vario, emozionante e avvincente. Anche per questi motivi è ritenuto più adatto delle pellicole italiane alla visione in sala”, si legge nel rapporto, ripreso da AdnKronos.

Sul podio dei generi preferiti si confermano in primis la commedia sentimentale (che sfonda in particolare tra le donne e gli anziani), seguita a distanza dai film comici e di azione.

Tv canale preferenziale

Il canale privilegiato per la visione di film in Italia oggi rimane la tv in chiaro, con un 56% di fruitori regolari o intensivi. Al secondo posto le piattaforme Ott (come Netflix, Prime ecc.) con il 40%, seguite a distanza da Youtube (22%) che tuttavia supera le piattaforme in streaming di canali televisivi e la tv on demand a pagamento.
Per larga parte degli italiani vanno invece in soffitta dvd e blueray, così come residuale risulta l’uso di siti alternativi e file torrent.

Le prospettive post covid

Contagi e restrizioni tengono ancora lontani gli spettatori, ma la voglia di tornare in sala però, secondo il rapporto, è forte. E le prospettive per il prossimo autunno, sempre secondo il rapporto, sono incoraggianti con un aumento dei fruitori delle sale del 51%, approssimandosi ai livelli pre-Covid in termini di fruizione sia occasionale (55%) sia regolare (4%).

Cosa richiedono gli spettatori alle sale per tornare in presenza? Un’offerta di film più interessanti, igiene, sconti, comfort e innovazione.
In questa direzione, una spinta può arrivare dall’iniziativa ‘Cinema in festa‘, presentata sempre a Venezia che dal 18 al 22 settembre proporrà in oltre 2000 sale ingressi per tutti gli spettacoli a 3,50 euro.