Oscar Farinetti

Serralunga Day e Festa della Vendemmia: il re Barolo alla corte di Farinetti

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Un Oscar Farinetti al solito ispirato ha aperto ieri, 9 settembre 2022, il Serralunga Day, prima giornata mondiale dedicata al Barolo del Comune di Serralunga d’Alba, nel cuore delle Langhe.

Farinetti, imprenditore noto nel mondo (basti citare gli store Eataly, o FICO Bologna il Parco da Gustare), è partito dalla parola-faro cui ha consacrato il Barolo Fontanafredda, prodotto dalla sua famiglia: il termine è Fiducia, che nelle intenzioni dovrebbe mettere fine ai conflitti, alle gelosie, all’invidia. Segnare una Renaissance, un Rinascimento verde con ovvio riferimento al Rinascimento storico. Non c’è nulla come il mondo del vino – nel quale agiscono intelligenze, competenze, sfide, sogni – che possa evocare grandi categorie di pensiero. Perché fare vino, soprattutto in territori vocati come Serralunga e le Langhe, è attività in senso lato “politica”, come produrre cibo, coltivare vegetali, allevare bestiame in modo corretto (un altro astro piemontese, Carlo Petrini, fondatore di slow food, ha dedicato un libro al “Chilometro consapevole”, aggiornamento dell’ormai abusato “chilometro zero”).

L’Oscar dell’ospitalità

Le parole di Farinetti, al quale si potrebbe dare con facile calembour l’”Oscar dell’ospitalità”, visto che la giornata di ieri e la Festa della Vendemmia di oggi 10 settembre 2022 si sono svolte e si svolgono nel Villaggio Narrante di Fontanafredda, hanno accompagnato la degustazione in anteprima dell’annata 2019 del Barolo Serralunga d’Alba, che arriverà sul mercato a fine febbraio 2023.

L’azienda Fontanafredda 


“Abbiamo preso Fontanafredda nel 2007, mio figlio aveva 17 anni, ancora studiava. Uno nato il 24 settembre, in piena vendemmia, nel 1954, con mamma di Barolo e il papà di Barbaresco, cioè io, non poteva non occuparsi di vino”, ha detto Farinetti, mentre parlava dell’illusione di un “buon tempo andato che non esisteva”, della “natura che prende e dà”. Continua Farinetti: “Avevo 53 anni, non sapevo nulla. Ho studiato, ho trasformato questa azienda in biologica. Il vino bio non cambia molto a livello CO2, ma è un grande esempio. Poi abbiamo proseguito sulla linea del conte Emanuele Alberto di Mirafiore, fondatore, nell’Ottecento, di questa azienda agricola e vinicola. Un personaggio pazzesco. Era il figlio naturale del re Vittorio Emanuele e della sua amante, la Bella Rosin. Leggeva Tolstoj ai contadini, aveva una visione, era una sorta di nobile catto-comunista, che fece tanto per le classi umili e il loro riscatto”.

Andrea Farinetti
Andrea Farinetti

Il Villaggio Narrante e il Barolo

A Serralunga c’è il Villaggio Narrante Fontanafredda, fondato nel 2009, 120 ettari di riserva bio naturale, con le cantine storiche del Barolo, gli hotel 4 stelle e i ristoranti (lo stellato Guidoristorante di Guido Alciati, il Garden al Lago e l’Osteria Disguido), il Bosco dei Pensieri, la chiesetta, il centro congressi, il teatro per conferenze e incontri. Un luogo diventato una calamita per l’intero territorio. Ospita una Fondazione culturale che negli anni ha avuto ospiti di prestigio, da Roberto Benigni ad Andrea Bocelli, a famosi scrittori (ieri c’era Silvia Avallone) e artisti (come l’illustratore Andrea Calisi che con il suo tratto sognante ha interpretato la parola Fiducia). Un Villaggio in crescita: è prevista la ristrutturazione di una cascina, che diventerà un resort con 12 camere, e l’apertura di una piscina e spa: il turismo contemporaneo, anche vinicolo, ha bisogno di ogni comfort.

La carica dei Barolo, tra Seneca e il tweed

Ieri pomeriggio, nel centro congressi di Fontanafredfa, c’è stata una degustazione alla cieca dei 25 vini Barolo, vendemmie 2018 e 2019, prodotti nel Comune di Serralunga d’Alba. Un rito che ha messo in campo nasi e papille di esperti e ha dato origine a un dibattito, nel quale si sono citati Seneca e Cicerone. Ma anche, con grande incisività, il tweed: una giornalista ha detto che il Barolo di Serralunga vendemmia 2019, nonostante le sue asperità e i tannini, trasmette un prezioso senso di calore, proprio come il tessuto inglese. Un riferimento in più, tattile-degustativo, per il grande vino delle Langhe.