Raffaele Lorusso (Foto Ansa)

Fnsi-Odg, politica si impegni prima del voto. Su informazione silenzi

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“In questa campagna elettorale, in cui si parla più per slogan che per contenuti, il tema dell’informazione è completamente assente, come non fosse un settore strategico e indispensabile per questo Paese per mantenere la sua stabilità democratica”. A lanciare l’allarme, la Federazione nazionale della Stampa italiana, per voce del segretario generale Raffaele Lorusso.
Schierati accanto, Fnsi, Ordine dei giornalisti e agli altri enti di categoria come Casagit, Fondo pensione complementare dei giornalisti italiani, Usigrai, i rappresentati dei giornalisti hanno voluto richiamare l’attenzione della politica sui problemi che interessano il settore, lanciando un appello al prossimo Governo e Parlamento.

Quello che si registra, ha detto Lorusso è un “silenzio assordante e non più accettabile” su “temi cruciali come la tenuta del mercato del lavoro, il rilancio dell’occupazione, il contrasto al precariato, la difesa della libertà di espressione e del diritto di cronaca, sempre più minacciati da violenze, atti intimidatori, azioni giudiziarie temerarie e norme di legge restrittive”.
“Oggi in Italia viviamo una vera emergenza informazione. Lo ha detto anche la Comunità Europea nel Rapporto sullo stato di diritto. Ci auguriamo di ricevere già in questi giorni qualche risposta e impegno da parte della politica e dei candidati, sperando non si rivelino, come già accaduto, promesse da marinaio”.

Non solo emergenza lavoro

L’emergenza, ha voluto ribadire, “non è solo occupazionale, ma anche e soprattutto emergenza democratica. Questa legislatura avrebbe potuto affrontarla, ma non lo si è fatto per mancanza o forse per volontà politica”.
In un momento globalmente difficile per l’editoria italiana, spesso travolta dal passaggio dalla carta al digitale, sul piatto oggi ci sono temi caldi e urgenti come “la proposta di legge contro le querele bavaglio che non è arrivata neanche alla discussione in Commissione”, ha citato Lorusso, i ripetuti “attacchi al segreto professionale e alla tutela delle fonti”, “il decreto di recepimento della Direttiva Europea sulla tutela della presunzione di innocenza” diventato “un nuovo bavaglio al diritto di cronaca”, “la governance del sistema Radiotelevisivo” per la quale, ha detto, “non vorremmo assistere al solito balletto fra qualche settimana. Di fronte alla crisi globale servono misure di carattere nazionale. Regole e misure strutturali. E ci auguriamo che il nuovo Governo voglia interloquire e confrontarsi con tutti gli attori di settore per una nuova legge sull’editoria”, oggi regolata ancora “da una legge del 1981”.

“Erano anni – ha sottolineato al suo fianco il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli – che tutti gli organismi di categoria non si sedevano allo stesso tavolo, parlando la stessa lingua, dicendo le stesse cose e sottolineando gli stessi aspetti. Il disinteresse dimostrato da politica e istituzioni, purtroppo molto trasversale, dimostra una visione miope: viviamo una fase storica in cui le fonti dell’inquinamento dell’opinione pubblica lavorano su scala industriale e c’è assoluta necessità di garantire un’informazione pluralista, autonoma e indipendente”. Non solo. “Per contrastare errori – dice – chiediamo venga istituito un giurì dell’informazione. O ce lo fa il Parlamento o ce lo facciamo da soli”.

Dalle istituzioni, ha incalzato la presidente del Fpcgi, Alessia Marani, arriva “un disinteresse miope e pericoloso, perché impoverisce lavoratori e famiglie e taglia le gambe ai giovani”.
Due le richieste da parte della Casagit. “Servono provvedimenti di natura strutturale – ha detto il presidente Gianfranco Giuliani – E sul Sistema sanitario chiediamo il coraggio di coinvolgere quei soggetti che come noi possono portare esperienze ed idee”.

“Non ci fermeremo – ha concluso Lorusso – ne’ resteremo in silenzio se qualcuno dovesse pensare di introdurre in questo Paese atti che vadano a colpire il pluralismo e la libertà di informazione”.