Mattarella: democrazia e libertà solide, Italia aperta a cooperazione e incontro tra culture

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Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è recato ad Assisi per la cerimonia di accensione della Lampada di San Francesco. Il Presidente ha partecipato alla celebrazione eucaristica per la Festa del patrono d’Italia, presieduta dal Presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi, ed ha acceso la Lampada votiva dei comuni d’Italia nella Basilica superiore di San Francesco d’Assisi.

Al termine, ha rivolto un discorso ai presenti.

“I gesti compiuti oggi in questa Basilica non rappresentano un rituale. Corrispondono alla consapevole rivendicazione del cammino che la Repubblica ha saputo compiere con la ricostruzione nazionale e lo sviluppo dopo la dittatura e la guerra, consolidando democrazia e libertà, recando nel mondo il contributo di un Paese operoso, creativo, aperto alla cooperazione e all’incontro tra le culture. Sono gesti che avvertiamo come un vincolo morale, per esprimere l’assunzione di valori e di criteri di vita”. Ha affermato, tra l’altro, Mattarella.

“La pandemia non è definitivamente sconfitta, anche se l’azione dei vaccini e la risposta responsabile degli italiani ne hanno frenato l’espansione, ridotto grandemente la pericolosità e salvato la vita a decine di migliaia di persone. Vi sarà ancora bisogno di intelligenza collettiva e responsabilità”.

“La Conferenza episcopale italiana -ha ricordato il Capo dello Stato- ha voluto ricordare, in questa occasione, tutti coloro che, con sacrificio, si sono prodigati per contrastare il Covid19 e le sue molteplici conseguenze e, insieme, le tante vittime di questa pandemia. Un atto di riconoscenza collettiva e un gesto di memoria riguardo a una calamità senza precedenti che ha colpito il nostro popolo”.

“Quella drammatica emergenza ha reso evidenti sentimenti radicati. La solidarietà, la responsabilità verso gli altri, il senso del dovere. Abbiamo saputo affrontare insieme i momenti duri e dolorosi della pandemia grazie all’apporto della scienza, all’organizzazione sanitaria e alla professionalità del suo personale. E -va sottolineato- grazie a quel senso di comunità che è presente anche se, talvolta, sottovalutato e che sa tradursi in comportamenti responsabili e attivi. È accaduto nei decenni passati. Si è ripetuto. È stata -ha concluso Mattarella- una preziosa ancora di salvataggio”.