Opera al Superchief Gallery NFT di New York (foto Ansa)

Nft in crisi: le vendite crollano del 60%

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Le vendite degli NFT – Non fungible Token sono diminuite del 60% nel terzo trimestre, passando dagli 8,4 miliardi di dollari del trimestre precedente a 3,4 miliardi. Lo segnala DappRadar, piattaforma di analisi e monitoraggio ripresi da Agi. Secondo i dati, ancora più in rosso è il confronto con il primo semestre che aveva segnato 12,5 miliardi di dollari di vendite.

I numeri trovano anche conferme nell’analisi delle vendite effettuate su OpenSea: sul più grande mercato NFT le vendite sono diminuite a settembre per il quinto mese consecutivo.
Secondo i numeri della piattaforma NonFungible.com, il numero di acquirenti NFT settimanali si è più che dimezzato rispetto al picco di fine gennaio. I dati di Art Market Research sul mercato dell’arte poi parlano chiaro: le vendite NFT combinate di Christie’s, Sotheby’s, Phillips e Bonhams, da inizio anno, sono ferme a quota a 9,41 milioni di dollari. Lo scorso anno nello stesso periodo erano a 144 milioni.

La crisi delle criptovalute

La crisi di vendita degli NFT è da ricondurre alla crisi delle criptovalute, del cui mercato i token non fungibili fanno parte. Crisi anche nota come “inverno delle criptovalute”, perifrasi che sta ad indicare un periodo prolungato (quindi oltre la normale fluttuazione delle principali monete digitali: Bitcoin, Ethereum in testa) di flessione del valore delle criptovalute. Una fase in cui, secondo gli analisti, siamo entrati a inizio 2022 (primo “inverno” 2013/2014, secondo inverno 2018) e che durerà a lungo.

Nel 2021 il nascente mercato degli NFT aveva beneficiato dell’aumento dei prezzi delle criptovalute e dell’elevata propensione al rischio tra gli investitori. Condizioni queste che sono cambiate nel 2022: l’aumento dei tassi della banca centrale ha spinto gli investitori ad abbandonare gli asset rischiosi. Il 4 ottobre 2021 un bitcoin veniva scambiato a 41.535,25 euro, oggi a 20.213,26.