Recep Tayyip Erdogan (foto Ansa)

Turchia, nuova stretta sui media con una legge contro la disinformazione

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Tra i provvedimenti, anche il carcere per chi diffonde notizie false sulla sicurezza del paese

La Turchia si prepara a dare un ulteriore giro di vite ai media. In questi giorni, segnala Reuters, il Parlamento del paese ha iniziato a discutere su un controverso disegno di legge presentato dal partito del presidente Tayyip Erdogan che riguarda la “disinformazione” sulla stampa e i social.

Tra i punti presenti nel provvedimento, la possibilità di condannare al carcere – con pene da 1 a tre anni – quanti diffondano informazioni false sulla sicurezza del paese, per “creare paura e disturbare l’ordine pubblico”.

Le proteste dell’opposizione

Nessuna volontà di bloccare internet e i social, si sono affrettati a precisare dal partito di governo. Ma contro la legge si sono già mossi i partiti di opposizione e i gruppi per i diritti dei media. “È uno dei regolamenti di censura più pesanti nella storia della Turchia. È un tentativo di distruggere la stampa”, ha commentato l’Unione dei giornalisti turchi, chiedendo ai politici di ritirare il disegno di legge.

Tra l’altro il dibattito parlamentare è partito in ritardo, visti i timori di critiche e pressioni da parte degli alleati occdentali.

Elezioni nel 2023

Dopo il fallito golpe del 2016, la situazione dei media nel paese è diventata sempre più complicata. Dopo una serie di acquisizioni e dozzine di chiusure, la maggior parte dei media mainstream è ora fermamente filo-governativa. Il timore è che con questa nuova legge si possa silenziare ancora di più il dissenso.
A maggior ragione visto che nel 2023
sono in programma le elezioni presidenziali e parlamentari, con sondaggi che mostrano un crollo nel sostegno a Erdogan e al suo AKP.