Liliana Segre (Foto Ansa)

Voto, le elezioni per la presidenza di Camera e Senato evento mediatico

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A Palazzo Madama attenzione ancora più alta per la possibile assegnazione della presidenza provvisoria a Liliana Segre

E’ boom di contatti per l’accredito al Senato da parte di tv, soprattutto estere, per l’elezione del nuovo presidente della Camera alta, dopo le elezioni politiche del 25 settembre che danno avvio alla XIX legislatura.
Domande al momento sono giunte dal Giappone, dagli Stati Uniti, da Israele, dal Medio Oriente oltre che da diversi
Paesi europei, a partire da Germania, Francia, Gran Bretagna, Svizzera. Una raffica di richieste che sta rendendo ancora più febbrili i preparativi logistici in vista di giovedì prossimo, 13 ottobre, giorno in cui inizieranno le votazioni (a partire
dalle 10 alla Camera e alle 10,30 al Senato) per l’elezione dei nuovi vertici delle assemblee parlamentari.

Segre presidente provvisoria?

L’interesse per la situazione politica italiana con la nascita del nuovo governo espressione della nuova maggioranza di destra è altissimo, ma a Palazzo Madama la presidenza provvisoria in capo alla senatrice Liliana Segre si sta rivelando
un vero evento nell’evento. In base al regolamento del Senato la presidenza provvisoria spetta infatti al senatore più anziano. Di diritto sarebbe dunque in capo al presidente emerito Giorgio Napolitano, di 97 anni, le cui condizioni di salute escluderebbero però un suo coinvolgimento per un incarico così gravoso.
Alle sue spalle figura dunque la senatrice a vita Liliana Segre, che di anni ne ha 92, quattro in più di quanti ne aveva
Oscar Luigi Scalfaro quando nel 2006 presiedette l’aula che elesse Franco Marini alla seconda carica dello Stato.
Fu un’esperienza durissima per l’ex presidente della Repubblica che, alle 2 di notte, chiudendo una seduta fiume, si sfogò confessando di “stare seriamente male da diverse ore” e di non sapere se sarebbe riuscito “ad andare avanti e se la salute me lo consentirà”.  

L’elezione a Palazzo Madama

Un rischio che la senatrice Segre non dovrebbe correre, anche grazie al taglio dei parlamentari, che sforbicia da 315 a 200 i senatori (e da 630 a 400 i deputati) e soprattutto alle disposizioni del nuovo regolamento del Senato appena entrato in vigore, che fissa in due le votazioni possibili in una giornata per l’elezione del nuovo presidente e in massimo 4 quelle complessive.

Il nuovo presidente del Senato si conoscerà già nella giornata del 13 ottobre o al massimo il giorno dopo. Per le prime due votazioni serve infatti la maggioranza assoluta dei componenti l’assemblea, compresi i senatori a vita (e visti i numeri della maggioranza l’obiettivo potrebbe essere centrato fin dalla prima votazione), per la terza basta la maggioranza assoluta (comprese le schede bianche) dei presenti, per la quarta si procede al ballottaggio tra i due candidati più votati, vince chi ottiene il maggior numero di voti (maggioranza relativa). A parità di voti ha la
precedenza il senatore più anziano.

Il richiamo simbolico della presenza di Liliana Segre, esponente di punta della comunità ebraica di fronte a una maggioranza e con un governo di destra è fortissimo, basti pensare all’impatto dell’immagine di una possibile stretta di mano tra lei, superstite dell’Olocausto e testimone attiva della Shoa italiana e, qualora risultasse lui il nuovo presidente, Ignazio La Russa, figlio dell’ex segretario politico del Partito nazionale fascista di Paternò negli anni 40, esponente da giovane del Fronte della gioventù, poi del Movimento sociale, di An e infine senatore di Fratelli d’Italia.

In corsa Silvio Berlusconi

Se Liliana Segre dovesse rinunciare, la presidenza provvisoria toccherebbe a Silvio Berlusconi, l’ottantaseienne leader di Forza Italia, il terzo senatore più anziano dopo di lei.
Anche la presenza di Berlusconi sulla poltrona presidenziale di quella assemblea che ne decretò la decadenza da senatore nel 2013 in seguito alla sua condanna definitiva per frode fiscale, assicura grande interesse mediatico.

L’elezione alla Camera

Per quanto riguarda invece la presidenza provvisoria della Camera non ci sono dubbi. E’ certa infatti la guida di Ettore Rosato, di Italia Viva, 54 anni, in qualità di deputato più anziano per elezione tra i vicepresidenti della legislatura
precedente, come prevede il regolamento della Camera, che a differenza dell’altro ramo resta immutato.

Anche le procedure per l’elezione del successore di Roberto Fico restano le stesse e prevedono per la prima votazione la maggioranza dei due terzi dei componenti (267 deputati), mentre dal secondo scrutinio è richiesta la maggioranza dei due terzi dei voti calcolando anche le schede bianche.

Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei voti. Poiché il centrodestra conta 237 deputati, e la
maggioranza assoluta richiesta è pari a 201, è presumibile che la prima votazione valida si potrà avere dal quarto scrutinio in poi. Sempre che il centrodestra non decida di assegnare la presidenza all’opposizione – ipotesi al momento
non sul tavolo – in quel caso l’elezione potrebbe avvenire sin dai primi scrutini.

In definitiva la proclamazione del nuovo presidente della Camera potrebbe aversi nella giornata di venerdì 14 ottobre o al massimo di sabato mattina.

Lavori in corso

Gli uffici di Palazzo Madama, come quelli di Montecitorio, sono quindi già in piena attività per l’allestimento dei saloni e delle postazioni in vista della prossima settimana. Logisticamente le maggiori novità riguardano Montecitorio, con
l’eliminazione fisica delle poltrone della prima e dell’ultima fila, oltre allo sfoltimento dei vari settori.

Ma anche con l’installazione di un nuovo display elettronico, alle spalle della presidenza, che rendiconterà le votazioni, indicherà il singolo documento in votazione e proietterà l’immagine video del deputato che sta intervenendo in Aula.
A Palazzo Madama ci si limita invece ad accorpare i posti assegnati ai senatori al centro dell’emiciclo, mentre gli scanni in alto e nell’ultima fila non saranno occupati.

Da lunedì 10 ottobre alle 9 i senatori e i deputati eletti potranno presentarsi alle rispettive Camere per la registrazione e gli adempimenti burocratici relativi (foto, tesserino parlamentare, assegnazione degli account, indicazioni varie, il
tutto contenuto in un cofanetto).
Giovedì 13 ad apertura dei lavori delle Camere i rispettivi presidenti provvisori (dopo la costituzione dell’Ufficio provvisorio di presidenza e della giunta provvisoria per le elezioni) proclameranno i nuovi eletti per procedere all’elezione dei due presidenti.
Il passo successivo  sarà l’elezione di quattro vicepresidenti, di tre Questori e di otto segretari che costuiscono l’Ufficio e il Consiglio di Presidenza. Entro due giorni dalla prima seduta, infine, i deputati dovranno dichiarare al segretario
generale della Camera a quale Gruppo intendono aderire, mentre i senatori avranno un giorno in più a disposizione.