Il principe Harry (Foto Ansa)

Uk, class action vip contro il Mail: ombre di un nuovo scandalo intercettazioni

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L’accusa alle testate dell’Associated Newspapers Limited richiama la bufera che travolse il gruppo di Murdoch. Tra i volti noti coinvolti anche il principe Harry e Elton John

L’ombra di un nuovo scandalo su presunte intercettazioni e intrusioni illegali nella vita privata di diversi vip si allunga sulla stampa popolare britannica, dopo il caso che una decina di anni fa travolse nel paese il gruppo editoriale dei Murdoch e portò alla chiusura d’autorità del tabloid News of the World.

Stavolta la bufera si addensa su un altro editore di spicco, l’Associated Newspapers Limited (ANL), che pubblica in particolare il Daily Mail e il Mail on Sunday, denunciato dinanzi alla giustizia dell’isola per presunte “gravi attività in flagrante violazione della privacy”, nell’ambito di una class action promossa per ora da una mezza dozzina di figure pubbliche e celebrità.

Anche il principe Harry tra i vip coinvolti

Tra i nomi di spicco, quello del principe Harry, già vincitore di una causa recente contro il Mail, per una vicenda di portata più limitata, e la rock star Elton John con il marito David Furnish.
E ancora le attrici Liz Hurley e Sadie Frost; Doreen Lawrence, membro laburista d’origine caraibica della Camera dei Lord, e madre di Stephen Lawrence: un giovane britannico vittima nel 1993 di un omicidio di stampo razzista che innescò polemiche anche sulla polizia e sulla copertura mediatica dei tabloid della destra populista.

Le accuse

Lo studio legale Hamlins, che rappresenta i denuncianti, sostiene di avere a disposizione “prove inconfutabili” di azioni “criminali” commesse per anni con la complicità di giornalisti e dirigenti del gruppo, o ex, per permettere alle testate sotto accusa di raccogliere in modo illegittimo materiale privato sui suoi clienti o su altri personaggi ignari: con l’arruolamento d’investigatori chiamati a mettere cimici in case e auto; l’ascolto illecito di conversazioni telefoniche; il versamento di denaro a poliziotti corrotti per l’accesso a informazioni sensibili; l’hackeraggio di conti bancari e transazioni finanziarie; l’intercettazione di dati medici carpiti con false identità.

La replica di Anl

Il gruppo ANL in serata ha diffuso da parte sua una dura nota in cui si respingono categoricamente le accuse dei vip alla stregua di “assurde calunnie orchestrate ad arte” collettivamente per coinvolgere una testata sgradita quale il Mail in sospetti concepiti per richiamare il precedente dello scandalo Murdoch dei decenni scorsi.
Un’analogia liquidata come “indimostrata, diffamatoria e strumentale”: almeno in attesa che siano i giudici a stabilire torti e ragioni.