Sergio Mattarella (Foto Ansa)

Mattarella: da Ue strumenti per la ripresa. Guerra sciagurata, serve pace

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L’incontro tra generazioni alla base di una società dinamica, la necessità urgente di pace, ma anche il Pnrr e la crisi energetica. Ampio il ventaglio di temi che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha toccato nel discorso per la cerimonia di consegna delle onorificenze dell’Ordine ‘Al Merito del Lavoro’ ai Cavalieri nominati il 2 giugno 2022.

“L’incontro fra generazioni, la trasmissione delle esperienze, l’investimento di fiducia sui più giovani rappresentano momenti preziosi di una società che vuole essere dinamica e giusta, capace di tenere insieme i valori fondativi e la necessaria spinta al futuro”, ha esordito Mattarella, rimarcando come questa sia una chiave he “contribuisce alla coesione sociale”.
“E di coesione, di senso della comunità, abbiamo molto bisogno”, ha detto, definendolo “un fattore primario di sicurezza” che “consente di procedere più spediti nelle fasi di crescita”.

Il sostegno nei momenti di crisi e la sciagura della guerra

Secondo Mattarella le difficoltà economiche recenti, da ultimo le drammatiche conseguenze della pandemia, insegnano che “la solidarietà interna ed europea, il sostegno a chi si trova nel maggiore bisogno, gli interventi volti a curare le ferite sociali sono fattori di resilienza essenziali per la ripartenza, per la tenuta delle istituzioni democratiche e per l’equilibrio degli stessi mercati economici”.

“Adesso una nuova crisi umanitaria e politica, per certi aspetti ancora più grande, ha colpito l’Europa”, ha continuato, guardando al conflitto in Ucraina. “Una guerra sciagurata, che la Federazione Russa ha scatenato arrogandosi un inaccettabile diritto di aggressione, lascia ogni giorno una scia di morte e distruzione, di odio, che inquina anche ogni campo delle attività civili e delle relazioni”.
“La pace è urgente e necessaria”, ha poi esortato. “La via per costruirla passa da un ristabilimento della verità, del diritto internazionale, della libertà del popolo ucraino”.

Secondo Mattarella, l’Europa è “un bersaglio di questa guerra. Ne sono sfidati i principi di civiltà, i valori che si sono affermati come risposta dei popoli alla barbarie della Seconda guerra mondiale e delle dittature che l’hanno provocata. Anche per questo l’Europa ha il dovere di una risposta unitaria e coerente. Ne è stata all’altezza con le sanzioni economiche alla Russia, con il sostegno alla resistenza dell’Ucraina e ai bisogni materiali della sua popolazione.

Il ruolo dell’Europa

“Vediamo, tuttavia, che la nostra Europa fatica a esprimere una politica di solidarietà e di coesione sulle conseguenze economiche e sociali di questa guerra. “Assistiamo a un’impennata dei prezzi dell’energia che è attribuibile soltanto in parte a scarsità di approvvigionamenti, ma trova radice in azioni speculative che minacciano la vita di migliaia di aziende e mettono in allarme tantissime famiglie. A questo va posto rimedio”.

Si palesano i rischi di emarginazione sociale, di recessione, di inflazione, con impoverimento della base produttiva del Paese. Nel nostro, come in tutti i Paesi europei. L’Unione europea ha saputo rispondere con forti iniziative comuni alla pandemia e ai duri contraccolpi sociali ed economici che ne sono derivati. Lo ha fatto con scelte coraggiose, di portata e contenuti inediti.

Si è trattato di una svolta maturata proprio nel segno della condivisione dei rischi e delle politiche necessarie alla ripartenza. Questa scelta ha dato respiro all’Unione europea, riconciliando anche le istituzioni con i suoi cittadini.
Non c’era stata analoga capacità durante le crisi finanziarie – di portata globale – degli anni Duemila. Con la pandemia l’Europa ha dimostrato di saper imparare dai propri errori e di voler governare le condizioni difficili. Occorre proseguire con questo intento anche nell’attuale crisi.

Da Ue strumenti per la ripresa

“Le ragioni del mercato dell’energia sembrano creare ostacoli, ma la responsabilità delle istituzioni è esattamente quella di rimuoverli”, ha detto ancora, ribadendo il ruolo centrale dell’Europa. “Soltanto l’Unione Europea ha la forza per farlo, intervenendo sugli automatismi dei prezzi, sui rialzi spropositati, sulle speculazioni intollerabili a danno dei cittadini: imprese e famiglie vanno protette nelle fasi più acute della crisi perché diversamente si pregiudica il domani. Come è avvenuto con la pandemia, vanno progettati fin d’ora, e messi in campo, gli strumenti per favorire la ripresa”.

“Il raffreddamento dei prezzi delle materie prime energetiche deve combinarsi con il potenziamento del Piano europeo per l’energia che, con il coinvolgimento della Banca Europea degli Investimenti, è stato messo in campo per affrontare la crisi”.  

Il Pnrr

Comprendendo che l’illusione di risposte nazionali su questo terreno è destinata a restare tale, l’Europa ha deciso di adottare politiche straordinarie per accompagnare la ripartenza e per accelerare verso la sostenibilità e l’innovazione, in modo da rendere il Continente un’avanguardia dell’economia di domani.
E ha puntato sull’Italia, alla quale è stato accordato il pacchetto finanziario più consistente nel finanziamento ai Piani nazionali di ripresa e resilienza.

Non possiamo perdere questa sfida. È stato compiuto il primo tratto del percorso, si deve proseguire rispettando tempi e impegni. Non possiamo dissipare questa opportunità di rinnovamento e di sviluppo, che è utile per correggere storture antiche e accelerare le necessarie correzioni strutturali alla nostra economia. Ne va, anche, del nostro ruolo in Europa, che deve essere trainante.                      

La ripartenza

Istituzioni, imprese, corpi sociali: tutti hanno una funzione e una responsabilità nella ripartenza economica e sociale, ha detto ancora Mattarella, citando dati che “per incremento di Pil rispetto al quarto trimestre 2019, antecedente lo scoppio della pandemia” posizionano l’Italia come “terza economia del G7, dopo Stati Uniti e Canada”.

“Pesano oggi nuove incognite, si preconizzano orizzonti foschi, ma occorre saper partire da questi eccellenti risultati ottenuti per costruire con fiducia il futuro”, ha aggiunto ancora. “Molte aziende italiane sono avanguardie di innovazione. Si trovano nei gruppi di testa di comparti produttivi.

Tutto questo ci incoraggia sulle nostre capacità e potenzialità. Per rendere più moderno il Paese, recuperando anche le energie sottoutilizzate, a partire dalle aree di desertificazione produttiva e di strutturale carenza di servizi che rappresentano un impedimento per una crescita equilibrata”.

“Viviamo un tempo di preoccupazione: non lasciamo che sia questo sentimento a trattenerci dall’applicarci con fervore alle nostre missioni, nell’interesse dell’Italia”, ha concluso. La nostra fiducia, la nostra speranza, sono poggiate sulle doti di ingegno e intelligenza e sulle grandi risorse umane e morali che ha il nostro popolo, aperto all’incontro con gli altri, desideroso di armonia e di solidarietà. Disponiamo di basi solide per pensare il futuro e per costruirlo insieme”.