Twitter (foto Ansa)

Twitter rivede la policy sui ban. Ma non per l’esclusione di Trump

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Secondo il Financial Times, il social sta ripensando ad alcuni aspetti della sua politica per la moderazione dei contenuti. Aprendo alle posizioni di Musk

Twitter sta rivedendo le sue policy sull’esclusione permanente dalla piattaforma. A riportare la notizia il Financial Times. Secondo il quotidiano il social sta valutando se ci sono altri strumenti di moderazione dei contenuti che possano sostituire l’espulsione dal social.

Le regole di Twitter

A oggi, la policy è questa: Twitter banna gli utenti che hanno violato le sue regole “in modo particolarmente eclatante” o le hanno “violate ripetutamente”. Twitter non consente agli utenti di condividere minacce, terrorismo, molestie e discorsi che incitano all’odio. Per temi come la condivisione di disinformazione sul Covid, Twitter ha stabilito che cinque violazioni si traducono in un divieto permanente. Oltre ai divieti, Twitter emette anche sospensioni temporanee dell’account e etichetta o riduce la visibilità dei contenuti che violano le sue regole.

La revisione della policy, iniziata mesi fa, non ha ancora raggiunto alcuna conclusione, spiega il Ft. Se da una parte è improbabile un ritorno sulla piattaforma per Donald Trump, perché non sarebbe in esame la rimozione dei divieti per violazione della sua policy contro l’incitamento alla violenza, dall’altra sono sotto esame quelle aree in cui si ritiene che Twitter possa essere stato troppo pesante nel bannare gli utenti dai suoi servizi, per reati minori, come la condivisione di informazioni fuorvianti.

Allineamento alle posizioni di Musk?

Il ripensamento sembra allinearsi alla visione di Elon Musk, che nei giorni scorsi ha proposto un nuovo accordo di acquisizione al social. L’allentamento della policy in fatto di divieti permanenti è una delle idee sulle quali Musk ha puntato maggiormente nei suoi progetti futuri per la piattaforma, o almeno così sembrava nei mesi scorsi, durante le prime fasi della trattativa.

In ogni caso, un portavoce di Twitter ha detto che l’azienda stava “esaminando sempre le regole che governano il nostro servizio e gli strumenti e le funzionalità che possono incoraggiare una conversazione sana”.