Netflix annuncia la svolta pubblicitaria, Italia compresa: decolla il pacchetto basic+adv

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Il nuovo assetto parte il 3 di novembre e l’Italia è tra i dodici Paesi in cui la pubblicità entra da subito nel modello di business dello streamer. Per abbassare il costo dell’abbonamento e far tornare a crescere i sottoscrittori, ma anche per aggiungere una nuova leva per i ricavi a rischio stagnazione. Ma il rischio è che…

Netflix ha annunciato la svolta. Un’attesa conferenza stampa ha delineato la nuova strategia adv del pioniere dello streaming. La pubblicità entra in gioco e con un ruolo non ancillare. Nasce un pacchetto basic+ adv e l’idea, oltre che quella di rendere ancora più competitivo il costo dell’abbonamento e far tornare a crescere in maniera robusta il numero dei sottoscrittori, è pure quella di aggiungere una nuova leva per i ricavi a rischio stagnazione. JP Morgan ha stimato che, nel 2023, Netflix potrebbe guadagnare grazie alla nuova offerta 7,5 milioni di abbonati negli Stati Uniti e in Canada, con conseguenti ricavi pubblicitari di 600 milioni di dollari. D’altro canto, il rischio che si corre è quello di una corsa generalizzata del parco abbonati già acquisiti al basic. Secondo un’analisi di Omdia quasi il 60% degli abbonati Netflix globali potrebbe scegliere l’abbonamento low price con la pubblicità. E se la maggior parte delle persone effettuasse il downgrade, per lo streamer ci sarebbe un calo molto pesante delle entrate subscripcion.

Reed Hastings (Foto Ansa)
Reed Hastings (Foto Ansa)

Per anticipare e battere Disney

L’accelerazione con cui l’iniziativa è stata portata avanti, messa a punto e presentata alla stampa e ai clienti (i potenziali sottoscrittori di un abbonamento basic, ma anche agenzie media e spender globali) è stata da tutti gli osservatori messa in correlazione con le iniziative delle stesso segno che anche Disney ha intrapreso per Disney+, che ha previsto il decollo della nuova offerta a dicembre. Partire prima garantisce anche la possibilità di scegliersi il posizionamento. I territori in cui debutta il nuovo piano sono Usa, UK, Canada, Messico, Francia, Germania, Italia, Spagna, Australia, Giappone, Corea e Brasile. Negli States il prezzo atteso del basic Disney è di 7,99 dollari al mese, mentre quello di Netflix costerà un dollaro in meno. Nel nostro Paese l’abbonamento basic con la pubblicità della pay di cui è co ceo Reed Hastings costerà 5,49 euro al mese, stesso prezzo della Spagna. In Francia il costo sarà mezzo euro più caro, in Germania mezzo euro più conveniente che da noi, come in Uk del resto. In questo momento però, non tutto il catalogo Netflix – per una questione di diritti- può entrare a far parte del pacchetto basic. In tema di formati, numero, posizione e durata dei break, Netflix ha chiarito che sono previsti spazi da 15 e 30 secondi, con break che nei film vecchi potranno anche interrompere la visione della pellicola. I nuovi prodotti Netflix, invece, non saranno interrotti dalla pubblicità. Ogni break avrà una durata prevista tra i 3 e i 4 minuti. Appena scelta, tra la sorpresa di molti, BARB per le rilevazioni degli ascolti in UK, in Usa Netflix lavorerà con Nielsen.