Lorenzo Fontana (Foto LaPresse)

Lorenzo Fontana, eletto presidente della Camera, elogia il Papa e ringrazia Bossi: L’Italia non deve omologarsi

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All’indomani dell’elezione di Ignazio La Russa alla presidenza del Senato, Lorenzo Fontana è stato eletto alla Camera.
Il leghista, sostenuto dal centrodestra, ha raggiunto il quorum richiesto della maggioranza assoluta dei voti.

Fontana ha ottenuto 222 voti, rispetto alla maggioranza assoluta dei voti richiesta di 197 su 392 votanti. Per quanto riguarda gli altri candidati, 77 consensi per Maria Cecilia Guerra, 52 per Federico Cafiero De Raho, 22 per Matteo Richetti. Voti dispersi due, schede bianche sei, nulle undici.

Il suo intervento dopo la proclamazione

“Onorevoli colleghi, è con forte gratuitudine e grande commozione che mi rivolgo per la fiducia, ringrazio chi mi ha votato e chi no. Sarà mio onore dirigere il parlamento”.
La Camera rappresenta le diverse volontà dei cittadini: la nostra è una nazione multiforme con diverse realtà storiche e territoriali che l’hanno formata e l’hanno fatta grande: la grandezza dell’Italia è la diversità. Interesse dell’Italia è sublimare le diversità”.
“Volevo dedicare un primo saluto al pontefice Francesco che rappresenta un riferimento spirituale per la maggioranza dei cittadini italiani”. Così il neoeletto presidente della Camera. Applauso dell’Aula. “Il Papa sta svolgendo un’azione diplomatica a favore della pace senza uguali”.
“Come ricordato da Mattarella il ruolo delle autonomie è decisivo: il pluralismo delle istituzioni e nelle istituzioni rafforza la democrazia e la società. Dalle risposte che daremo dipenderà la qualità della democrazia. Serve portare avanti grande collaborazione”.
“La legislatura che sta iniziando dovrà riaffermare il ruolo centrale del Parlamento come luogo delle decisioni politiche” e servirà una “rinnovata attenzione sulla qualità delle leggi che saremo chiamate a elaborare: leggi oscure o imperfette si traducono in costi per i cittadini, dispendio energie e nei casi più gravi negazione dei diritti”. Così il neoeletto presidente della Camera Lorenzo Fontana nel discorso dopo la proclamazione, sottolineando che servirà “una inversione di tendenza tra potere normativo del governo e del Parlamento”.
“Bisogna assicurare a tutti i cittadini la pari dignità sociale: il Parlamento sia promotore dei diritti di tutti, soprattutto i più vulnerabili e fragili. Maggioranza e opposizione dovranno dialogare e garantire piena collaborazione con gli altri organi costituzionali”.
“Desidero rivolgere un vivo e autentico saluto al Presidente della Repubblica Mattarella, perno della nostra nazione e fondamentale garante della nostra Costituzione”

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Lo striscione dall’opposizione

L’elezione non è stata priva di momenti di tensione. Non appena inizia la quarta votazione, alcuni deputati tra cui Rachele Scarpa ed Alessandro Zan del Pd hanno esposto un grande striscione con la scritta ‘No a un presidente omofobo pro Putin’. Il presidente provvisorio Ettore Rosato ne ha chiesto la rimozione ai commessi.

Le deputate Sara Ferrari e Rachele Scarpa e il deputato Alessandro Zan con lo striscione contro Lorenzo Fontana (Foto Ansa)
Le deputate Sara Ferrari e Rachele Scarpa e il deputato Alessandro Zan con lo striscione contro Lorenzo Fontana (Foto Ansa)