Menarini presenta Giorgione raccontato in un libro monografico

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Autore il professore Giovanni Carlo Federico Villa

Due giorni all’insegna della storia dell’arte com’è nella tradizione del gruppo farmaceutico Menarini che, in occasione della pubblicazione della nuova monografia su Giorgione – che va arricchire la ricca collezione di pubblicazioni dedicate ai grandi pittori italiani del Rinascimento -, ha organizzato un incontro di approfondimento a Venezia, luogo dove l’artista ha lavorato e diventato famoso.

Come le precedenti biografie, che hanno spaziato da Michelangelo, Caravaggio e Raffaello a Beato Angelico, Artemisia Gentileschi e Antonello da Messina, anche il libro su Giorgione è capace di collegare la vita e le opere dell’artista, mettendone in rilievo l’aspetto umano e artistico, malgrado le poche notizie sulla sua breve vita (è morto a 33anni di peste).

La professoressa Sara Cossiga mentre illustra La Tempesta di Giorgione durante la visita alle Gallerie dell’ Accademia organizzata dal gruppo Menarini

Giorgione, pseudonimo di Giorgio Zorzi da Castelfranco, fu dei maestri della Scuola Veneta che ebbe una grande popolarità in vita, ma resta “una delle figure più enigmatiche della storia della pittura occidentale. Un autore che non si ferma nella sua ricerca ma elabora costantemente qualcosa di nuovo. È così che sperimenta la pittura tonale: nei suoi
dipinti e affreschi, la morbidezza della luce illumina figure che perdono i contorni”, come scrive il professore storico dell’arte Giovanni Carlo Federico Villa, autore del libro che ha presentato sabato pomeriggio all’Ateneo Veneto di Venezia a un gruppo di fortunati ospiti di Menarini, tra cui molti giornalisti.
Per più di un’ora Villa ha raccontato e spiegato le caratteristiche delle opere dell’artista, della sua crescita nel ricco humus del mondo veneziano popolato da pittori come il famosissimo Giovanni Bellini, e dai committenti delle ricche famiglie, dei conventi e delle scuole di devozione, commentando le immagini dei suoi quadri, a partire dal famoso ‘La
Tempesta’, poi ‘Pala di Castelfranco’, ‘La vecchia’, ‘Il Ritratto di guerriero con scudiero’, che è stato scelto per la copertina del libro, e ‘La Venere dormiente’, detto anche ‘Venere di Dresda’, città nel cui museo d’arte il quadro è conservato, diventata un modello per una serie di Veneri su cui altri importanti pittori si sono cimentati.

Il professore Villa si è cimentato in una lezione di grande chiarezza ed empatia per far capire, anche a un pubblico di non esperti, i fondamentali del grande artista vissuto in pieno Rinascimento, ma capace di anticipare la pittura moderna. Una lezione che ha preso ancora più sostanza nella visita organizzata da Menarini, questa domenica mattina alle Gallerie dell’Accademia per vedere dal vero le tre opere del Giorgione li esposte (La Tempesta, La vecchia, e Il Concerto) all’interno di un percorso nella storia pittorica veneziana prima e dopo Zorzi da Castelfranco.

La realizzazione del libro è di Silvana editoriale.