Bernd Reichart (foto LaPresse)

La Superlega si riorganizza: il tedesco Reichart nominato ad

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Il calcio europeo sta fallendo, serve cambiare, dice il manager fresco di nomina ai vertici di A22 Sports Management

La società che promuove la Superlega, A22 Sports Management, si è dotata di un nuovo ad, scegliendo per il ruolo l’uomo d’affari tedesco Bernd Reichart.
In precedenza managing director del canale tv tedesco Vox, il manager ha voluto già mettere in chiaro i punti salienti della strategia che intende portare avanti per rimodellare il futuro del calcio europeo che, a suo dire, “sta diventando insostenibile nel suo sistema attuale”.

In attesa della sentenza della Corte di giustizia europea sul presunto abuso di posizione dominante da parte dell’Uefa e della Fifa, il progetto che è ancora sostenuto da Real Madrid, Juventus e Barcellona vuole aprire “un dialogo aperto e onesto con tutti gli attori del calcio, club, giocatori, tecnici, tifosi, media e dirigenti”, spiega Reichart.

Calcio non all’altezza

“Il calcio sta affrontando problemi che non si risolvono da soli”, ha affermato Reichart, “e quello europeo per club non è all’altezza del suo potenziale, non offre il miglior spettacolo possibile e il pubblico giovane si sta rivolgendo sempre di più ad altre forme di intrattenimento. Il giocattolo si è rotto”.
“I club dovrebbero avere il diritto di proporre un’alternativa, liberi da minacce, sanzioni o esclusione come accaduto in passato”, ha aggiunto, replicando a quanti contestano al progetto Superlega la volontà di creare un’elite inamovibile di voler proporre “una competizione aperta basata sul merito sportivo”.

“Oggi dimostriamo che l’iniziativa non è morta, si sta evolvendo e rimodellando e sta raggiungendo le parti interessate e tutta la famiglia del calcio”, ha concluso, non prima di criticare la riforma della Champions League varata dall’Uefa per il 2024, che “avrà un numero enorme di partite aggiuntive e gli stessi vecchi ottavi di finale in cui il torneo diventa finalmente interessante ed emozionante, ma solo a primavera”.