Stadio San Siro, procede il dibattito pubblico: parola al mondo dello sport

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Proseguono gli incontri con i diversi interlocutori per ascoltare opinioni e raccogliere proposte in merito al progetto del nuovo stadio di Milano nell’area di San Siro che vedrà la luce nel 2027. Un importante lavoro di sensibilizzazione che questa mattina ha visto al Palazzo Coni di via Piranesi, sede del Comitato Regionale Lombardia, di rappresentanti delle realtà sportive del territorio alle quali è stato illustrato il Masterplan della Cittadella dello sport e le relative modalità di fruizione. Al tavolo dei relatori, il presidente del Coni Lombardia Marco Riva, l’ad dell’Inter Alessandro Antonello, l’assessore allo Sport, Turismo e Politiche giovanili del Comune di Milano Martina Riva, l’ingegnere Silvia Prandelli dello studio americano Populous e la coordinatrice del progetto e presidente Cda, Ceas Spa Patrizia Polenghi.

Il Masterplan

“Il progetto prende le mosse da due asset fondamentali”, ha spiegato l’ingegner Prandelli, “il benessere psico-fisico e la fruibilità del verde nel quartiere e un designer for all, declinato a un utilizzo per tutti nei diversi momenti della giornata con un’inclusione a 360° per abilità fisica, genere e generazioni”.

Nel dettaglio, nell’area Nord troverà spazio il polo polisportivo con campi di calcetto, paddle, beach volley, tennis, skate park e street basketball con spazi funzionali, piccole arene all’aperto per spettacoli, riunioni di quartiere, aree fitness e parchi attrezzati. Questo polo sarà collegato, attraverso un polmone verde, al museo. A Sud, invece, prenderà vita la strada di quartiere, un grande spazio con diverse attivazioni pedonali. Infine, sull’asse Est-Ovest si troveranno le funzioni più comunitarie con diverse attività aggregative urbane con tavoli da backgammon, domino e scacchi.

I numeri

I costi dell’operazione si aggirano intorno a 1,3 miliardi di euro per le due società proponenti, Milan e Inter, che avranno una concessione di 90 anni e ricavi di circa 120 milioni di euro a pieno regime, esclusi i ricavi da ticketing e abbonamenti allo stadio.

Per la città saranno a disposizione 8000 mq di strutture convenzionate per attività sportive e 103 mila mq di parco urbano.

“San Siro, durante la settimana, è un non-luogo”, ha detto Antonello, “i due club, quando hanno proposto questo nuovo distretto sportivo, lo hanno fatto nell’ottica della sostenibilità e dell’inclusione sociale, ridisegnando un quadrante della città attraverso l’impiantistica sportiva. Ci sarà, inoltre, un impatto positivo in termini occupazionali di lungo periodo per gli abitanti del quartiere”. “Siamo in una fase di progettazione preliminare”, ha aggiunto Giuseppe Bonomi, advisor di AC Milan, “la proposta ha una vocazione sportiva ma anche di integrazione sociale e nasce come un piano di rigenerazionper urbana. Spazi all’aperto e al chiuso per fare non solo sport sono fondamentali per far crescere le nuove generazioni”.

I commenti

La cittadinanza attende la nuova Cittadella. È questo il sentiment prevalente degli abitanti della zona. I tifosi, milanisti e interisti, sono dalla parte delle rispettive società. L’attenzione, però, si focalizza sulla sua accessibilità. “Il protocollo delle barriere architettoniche è obsoleto”, ha ricordato Pierangelo Santelli, Presidente Coni paralimpico regione Lombardia, “bisogna prevedere bagni, vie di fuga e impianti accessibili nella loro interezza ai disabili. Attenzione anche alle necessità di abbattimento del consumo energetico”.

“È stato un momento di confronto importante”, ha dichiarato il presidente Marco Riva, “nel Coni Lombardia abbiamo istituito 14 commissioni, in diversi ambiti, alle quali collaborano un centinaio di persone che sono a disposizione anche per questa progettualità”. “Il mondo dello sport ha dimostrato, ancora una volta, la sua voglia di costruire e non di criticare a prescindere”, ha concluso l’assessore Martina Riva.