Conai esempio di impegno per la sostenibilità

Condividi

Festeggia 25 anni con il film ‘Tutto si trasforma’ di Alessandro Lucente

Un modello virtuoso di economia circolare che 25 anni fa anticipava i principi europei della gerarchia dei rifiuti e della responsabilità del produttore. È la storia di Conai, il consorzio nazionale imballaggi che dal 1997 ha avuto un ruolo importante in Italia lavorando sul riciclo degli imballaggi con effetti positivi per l’alleggerimento delle discariche e la divulgazione della cultura della sostenibilità.

Così Conai ha deciso di festeggiare il 25° anniversario della sua fondazione alla Festa del Cinema di Roma anche come occasione per comunicare i valori che orientano l’economia circolare italiana ed europea. Tra le prime attività all’epoca della sua costituzione, il consorzio privato si è impegnato a sconfiggere le forti resistenze sulla differenziazione dei rifiuti iniziando con la distribuzione di un vademecum che guidasse i cittadini nell’appuntamento quotidiano con la gestione della ‘pattumiera’. E da allora ha proseguito con diverse iniziative, l’ultima delle quali è il docufilm ‘Tutto si trasforma’, presentato in anteprima al Festa del Cinema di Roma. Diretto dal creative director Alessandro Lucente, il film ripercorre la storia del consorzio istituito dal Decreto Ronchi, dal nome dell’allora ministro dell’Ambiente Edo Ronchi, presente in sala, emanato per coordinare consumatori, produttori e utilizzatori di imballaggi nelle attività di riciclo e recupero degli scarti. A quel tempo, a soffrire l’emergenza rifiuti era Milano, messa in ginocchio nel novembre del 1995 dalla chiusura delle discariche, risultato di una guerra furibonda tra il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e il sindaco di Milano Formentini.

Edo Ronchi
Edo Ronchi


La risposta dell’allora Ministero dell’Ambiente, Edo Ronchi, fu di approvare una norma che trovò pieno compimento quando produttori e utilizzatori privati si assunsero la responsabilità ambientale di pagare il contributo necessario al recupero degli imballaggi. Un concerto di imprese che unirono le forze per creare un modello organizzativo che oggi vale il record europeo di riciclo di imballaggi immessi sul mercato.
Nell’ultimo rapporto sulla sostenibilità, Conai dichiara di aver superato la soglia del 65% di imballaggi riciclati a cui gli Stati Ue devono adeguarsi entro il 2025, con oltre il 73% di scarti recuperati – pari a 10 mln di tonnellate – .
Il consorzio figura anche tra i sistemi Epr (Extended Producer Responsibility) più performanti d’Europa riguardo al rapporto fra tasso di riciclo ed efficienza dei costi. Inoltre, dal 1999, anno dell’accordo fra Conai e Anci, le imprese private del settore si sostituiscono ai 7.436 comuni italiani aderenti (circa il 97% della popolazione) nel sostenimento degli oneri legati alla differenziazione degli scarti.

Molto lavoro è stato fatto anche per educare gli italiani alle pratiche della raccolta differenziata, raggiungendo con due decenni di comunicazione una larga fetta di cittadini. Reinventare la comunicazione della sostenibilità è una delle prerogative del sistema consortile. Lo provano iniziative come la campagna social ‘Rinascimento per l’arte’, in cui il giornalista Nicolas Ballario presenta 14 capolavori rinascimentali ripensati in chiave ironica per divulgare le specifiche dei materiali riciclabili. Poi il cortometraggio presentato al Giffoni Film Festival 2022 ‘Quel che resta’, in cui si racconta come il riutilizzo del cibo possa risolvere le diseguaglianze sociali, e ancora gli sketch pubblicati con il titolo ‘Oltre le apparenze’ dove un uomo tatuato con in braccio un cagnolino e una bambina sorridente vestita da karateka avvertono il consumatore sul rischio di non differenziare la plastica dalla bioplastica.

Luca Ruini, presidente Conai, e il Presidente della Festa del CInema di Roma, Gian Luca Farinelli


Il presidente di Conai Luca Ruini, da sempre impegnato all’interno del Consorzio, racconta “l’impegno per trovare nuovi modi di comunicare, soprattutto con i giovani” convinto che “le strategie di comunicazione non possono prescindere dalle specificità territoriali”. Ecco perché Conai prevede interventi formativi per i comuni che intendono ridisegnare il servizio di raccolta differenziata. “Quando i comuni ci chiamano, spesso in forma associata”, racconta Ruini, “ non ci limitiamo al supporto tecnico, ma ci impegnamo anche in attività di comunicazione ai cittadini”.