Caso Giordano: lo stop non dipende dagli ascolti. Il Cdr di Videonews contesta…

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Tanti servizi e i momenti più creativi del programma (copertina e balletti) che tanto sono viralizzati sui social, che fanno crescere troppo i costi di ‘Fuori dal coro’. Sarebbero questi i motivi che spingono Mediaset a fermare il programma per una pausa prenatalizia e post feste molto lunga. Il Cdr di Videonews è preoccupato e protesta…

Gli ascolti di ‘Fuori dal coro’ vanno bene. Non sono altissimi e in questo autunno tv non sono quasi mai migliori di quelli di entrambi i suoi tradizionali competitor del martedì sera (perde quasi sempre contro Giovanni Floris, vince il più delle volte contro Bianca Berlinguer), come pure è successo varie volte nel corso delle precedenti stagioni. Ma c’è da dire che molto dipende anche dal fatto che la penetrazione complessiva del mezzo televisivo è in questa annata molto calata. E che i programmi di questo genere fanno molta più fatica di un tempo a superare quota 1 milione di spettatori. Le stesse difficoltà di trend poi, caratterizzano anche le altre trasmissioni della rete guidata da Sebastiano Lombardi, divenuta nel tempo la tematica d’informazione di Mediaset: ‘Quarta Repubblica’ (Nicola Porro), ‘Dritto e Rovescio’ (Paolo Del Debbio) e ‘Zona Bianca’ (Giuseppe Brindisi), per citare quelle collocate stabilmente in prima serata.

Sebastiano Lombardi (foto Ansa)
Sebastiano Lombardi (foto Ansa)

Sosta lunga

Il caso però è scoppiato per ‘Fuori dal coro’, che sembra essere il prodotto destinato a rimanere più a lungo in pausa, dal 15 di novembre al 14 di febbraio. Quasi tutti i programmi di approfondimento di Rete4, comunque, sia pure per un periodo molto più ridotto, sono destinati a fermarsi e fare vacanze più lunghe del solito. Mediaset, con i tempi che corrono, anche dal punto di vista della pubblicità non esaltanti, a quanto pare vuole un po’ risparmiare in questa fase finale della stagione. In un momento dell’anno in cui la Rai trasmetterà i Mondiali di calcio, e sarà logico controbattere con una proposta un po’ più preconfezionata, economica, attingendo magari un po’ di più al magazzino. Conservativamente. Dall’azienda informalmente fanno notare che quest’anno – con la crisi di governo estiva e le elezioni a settembre – a Cologno si sono prodotte molte più prime serate d’informazione che in tutti gli altri anni. E che alla radice del ‘fermo’ più lungo del programma di Mario Giordano ci sarebbero i costi più alti. Visto che il programma è costruito utilizzando anche alcuni momenti di narrazione ‘pop’, con balletti, canto, scenografie e costumi che seguono l’ispirazione travolgente e irrituale dell’autore e conduttore del programma.

Mauro Crippa

Tanti servizi, come nessuno

Altro aspetto identitario di ‘Fuori dal coro’, capace di incidere di più dei balletti e dei belletti sui costi complessivi, è la densa trama di servizi giornalistici che ne caratterizza lo svolgimento. Ogni settimana sono almeno una ventina i servizi realizzati. Quest’anno Giordano ha battuto poco la pista Rom e Immigrazione e, piuttosto, si è concentrato sui problemi economici delle persone e delle aziende con il caro bollette. Non manca mai in scaletta il suo cavallo di battaglia, ‘Ladri di case’, e poi sono ricorrenti temi come la sicurezza, il racconto dei fenomeni giovanili (dalle baby gang, al disagio delle periferie fino alla crescita del numero dei suicidi tra i ragazzini), la povertà sempre meno nascosta di tante fasce sociali.

Con stile ‘stridulo’ come la sua voce, ed un po’ eversivo, Giordano funziona bene. E’ una sorta di variabile originale e complementare della proposta degli altri cavalieri dell’informazione della rete. I già citati Paolo Del Debbio, Nicola Porro e Giuseppe Brindisi, e poi Barbara Palombelli (che gli passa la linea con La7 in netto vantaggio grazie a Lilli Gruber), Veronica Gentili, Gianluigi Nuzzi, decisamente più tradizionali e tranquillizzanti nell’impostazione dei propri talk. Tutti proponendo lunghi tratti di trasmissione occupati dalle interviste agli ospiti, politici e non, e lunghi dibattiti in studio (a bassissimo impatto economico, gettoni pagati agli ospiti a parte).

Tanti gli dicono no

Impostazione che un po’ per scelta ed un po’ per necessità Giordano non attua. Se infatti si può considerare stretto il rapporto che Giordano ha con Matteo Salvini e Giorgia Meloni, non si può dire lo stesso di quello che ha nel tempo instaurato con tanti altri politici a centro e a centro sinistra specialmente. Sono stati tanti, anche nella recente campagna elettorale, quelli che hanno rifiutato di partecipare a ‘Fuori dal coro’: Enrico Letta come Pierluigi Bersani, che pure sono stati a lungo corteggiati, per fare due esempi significativi di un atteggiamento esteso. Tanti altri hanno lesinato la presenza, come Matteo Renzi o Carlo Calenda (che in studio da Giordano però poche settimane fa ha chiuso la campagna elettorale). Lato intellettuali di sinistra, Giordano è stato ‘sdoganato’ da Massimo Cacciari, ma non da Michele Santoro e tanti altri ancora che, invece, popolano senza tante difficoltà gli altri studi di Rete 4, specie quando sono in onda le trasmissioni di Palombelli, Porro, Gentili. Così molto spesso l’ospite di ‘Fuori dal coro’ si limita ad assumere un ruolo simbolico, di personaggio di buon senso, vicino alla gente comune (Iva Zanicchi, Rita Dalla Chiesa, Orietta Berti, Enrica Bonaccorti) che Giordano dice di volere servire con la massima delle libertà possibili.  

IL Cdr di Videonews protesta

In questo contesto il Comitato di redazione (Cdr) di Videonews, testata che si occupa di diversi programmi d’informazione sulle reti Mediaset, ha contestato la decisione presa dall’azienda. “La condirezione – spiega l’organismo sindacale, in una nota – ci ha comunicato le date delle chiusure e riaperture dei programmi. Troviamo sbagliata la decisione di fermare per così lungo tempo programmi che si occupano di fatti politici e sociali in questo momento storico così delicato. In particolare, rileviamo la chiusura di ‘Fuori dal Coro’ dal 15 novembre al 14 febbraio. La prima conseguenza di questo lungo stop ricade innanzitutto sulle decine di collaboratori e professionisti che rischiano di non lavorare per tre mesi continuativi”. “Esprimiamo solidarietà ai colleghi e chiediamo che questa decisione sia rivalutata dall’azienda o, in alternativa, che sia garantito il riassorbimento dei giornalisti in altre produzioni Videonews così da minimizzare la perdita economica”, prosegue il Cdr. “Non possiamo non notare – conclude – che solo tre settimane fa, incontrando l’azienda, ci era stato garantito che – nonostante il contesto di crisi economica generale – il budget dei programmi Videonews non sarebbe stato tagliato. Chiediamo quindi risposte all’azienda in vista dell’assemblea di redazione del 4 novembre”. 

Ipotizzabile un suo passaggio in Rai?

Giordano, a quanto pare, è stato molto colpito dalle reazioni social a lui favorevoli (nella graduatoria di vitalità social dei programmi d’informazione che Sensemakers produce per primaonline.it ‘Fuori dal coro’ è quati sempre in top quindici) e non sembra volere in alcuna maniera ‘resistere’ alle decisioni dell’azienda. Che evidentemente deve anche ancora decidere che piega editoriale dare al nuovo corso politico del Paese. Come si muoveranno Mediaset e Rete 4 nell’era di Giorgia Meloni? Forse è naturale che a Cologno prendano tempo e che tengano a risposo le voci meno ‘agili’ del proprio bouquet. Giordano, come è successo altre volte, potrebbe semplicemente mettersi tranquillo ad aspettare che certi nodi si sciolgano. Sperando che questo avvenga, come è molto probabile, prima del 14 febbraio. Durante il suo stop parziale, come è già successo, andrà certamente ospite dai colleghi che rimarranno on air. Da considerare però che tutto questo accade in un periodo delicato di switch delle poltrone politiche in Rai. Ma è davvero ipotizzabile un passaggio di un personaggio come Giordano alla tv pubblica?