Elon Musk (foto Ansa)

Twitter, i primi grattacapi di Musk

Condividi

Utenti in cerca di alternative, investitori pronti a congelare i budget pubblicitari. Dopo la chiusura dell’accordo, ecco i primi problemi dell’imprenditore

Preoccupazioni sulla moderazione dei contenuti, utenti alla ricerca di alternative, e pubblicità congelata. Primi grattacapi per Elon Musk, fresco proprietario di Twitter.
Nessuna particolare novità, visto che timori – più o meno simili – sull’effetto del cambio di proprietà sul social si erano già manifestati dopo il primo annuncio dell’offerta, ad aprile. Ma ora che l’accordo è stato chiuso, lecito domandarsi cosa accadrà e come si comportarà Musk.

Board sui contenuti

Primo tema, quello della moderazione dei contenuti, che va anche a intrecciarsi anche con la questione degli account sospesi (Donald Trump in testa).
Su questo fronte, Musk ha fatto sapere che Twitter creerà un consiglio di moderazione dei contenuti, con “all’interno molti diversi punti di vista”. “Nessuna importante decisione sui contenuti o reintegrazione di account avverrà prima che il consiglio sarà convocato”, ha cinguettato.
La decisione sembra strizzare l’occhio all’Oversight board di Facebook.

Utenti in cerca di una via di fuga

Dopo l’accordo, sul social è spuntato l’hashtag #Twittermigration, con gli utenti alla ricerca di alternative. Due le piattaforme più quotate: Mastodon, già salita alla ribalta qualche mese fa, e la chat Discord.

Fondato nel 2016 dal tedesco Eugen Rochko, Mastodon si autopresenta come “l’alternativa etica a Twitter” poichè non ha pubblicità e profilazione degli utenti. L’aspetto è quello di un microblog in stile Twitter, con un limite di 500 caratteri ed è decentralizzato, poichè non si appoggia ad un server centrale, ma su una rete di “nodi” collegati. E soprattutto è interamente guidato dalla sua community, che controlla e segnala i post che violano le regole di utilizzo.

Discord invece è una chat popolare tra i videogiocatori, che permette di comunicare con videochiamate e messaggistica istantanea in privato o in gruppi, oppure di condividere post attraverso “server”, che mettono in connessione gli utenti su argomenti specifici.

Anche la politica resta a guardare Musk

Tra gli utenti del social figurano molti profili riconducibili a governi. Tra questi, l’esecutivo tedesco ha già avvertito che monitorerà “molto da vicino” lo sviluppo della piattaforma e deciderà eventualmente se restare sul social con i suoi profili. “Una piattaforma di questo tipo ha una responsabilità particolare a causa dei sui effetti sulla vita pubblica”, ha detto il portavoce del governo tedesco, Steffen Hebestreit.

Gm sospende la pubblicità

Grane anche sul fronte degli inserzionisti. General Motors ha deciso di sospendere la campagna pubblicitaria su Twitter, spiegando la sua scelta con la necessità di valutare la “nuova direzione” del social.
Per il momento la casa automobilistica utilizzerà la piattaforma per interagire con i clienti ma non pagherà per fare pubblicità.

La decisione viene definita “normale” davanti ai cambiamenti degli assetti del social, ma è un campanello d’allarme per Musk. Secondo il Wall Street Journal molte aziende stanno pensando di seguire la stessa strada se verrà sbloccato l’account di Donald Trump. Un raffreddamento dei rapporti con i grandi marchi sarebbe un disastro per i conti, visto che la pubblicità ha rappresentato il 92% dei ricavi della piattaforma nel secondo trimestre del 2022.

Musk in vista dell’accordo ha pubblicato una lettera aperta per rassicurare gli inserzionisti che, sotto la sua gestione, Twitter non diventerà un “paesaggio infernale del liberi tutti”.