Carlo Messna, Claudio Descalzi e Francesco Starace

Cresce il peso mediatico dei top manager: conversazioni online triplicate

Condividi

Secondo Reputation Science, in situazioni di incertezza i ceo sono diventati dei punti di riferimento per la società

Cresce il peso mediatico dei dirigenti d’azienda italiani. Lo evidenzia l’osservatorio permanente Top Manager
Reputation, che – giunto alla centesima rilevazione – dal 2013 monitora la reputazione online dei vertici delle più importanti aziende attive in Italia.
A ottobre 2022, racconta l’analisi di Reputation Science, la rilevanza mediatica dei top manager italiani è cresciuta del 74% sul mese precedente, allargando il loro ruolo come testimonial dell’azienda e del Paese.
L’importanza degli executive sui media è cresciuta del 92% rispetto al 2021, che a sua volta aveva fatto segnare un +86% rispetto al 2020. La guerra in Ucraina, le elezioni politiche e le grandi manovre in atto nel 2022 sfociano così in un vero e proprio exploit della loro influenza. In situazioni di incertezza, i media e la società cercano ‘nuovi leader’. I capi d’azienda diventano così punti di riferimento non solo per il tessuto economico, ma per la società nel suo complesso. E, in un contesto del genere, le strategie di comunicazione messe in campo dai top manager assumono ancora più importanza.

La classifica

Nell’aggiornamento mensile di ottobre, la classifica rimane guidata dal cluster Finance e da Carlo Messina (83.43). L’Ad di Intesa Sanpaolo ha focalizzato la propria presenza online sui temi legati alla Leadership (82%), commentando il pacchetto di aiuti stanziato dalla banca per aiutare imprese e famiglie ad affrontare i rincari, oltre alla laurea magistrale honoris causa ricevuta dal Politecnico di Bari.

Medaglia d’argento per Claudio Descalzi (80.22), uno dei manager più esposti sul tema dell’energia: asset della sua comunicazione a ottobre le dimensioni Leadership (65%) e Esg (35%). Francesco Starace di Enel, terzo con 79.00 punti, è il top manager che a ottobre ha generato più conversazioni sugli obiettivi di sviluppo sostenibile (68%).

La moda in top20, cresce l’energia, giù lo sport

La Fashion Week e le reazioni positive generate online garantiscono ai manager della moda una performance mensile positiva. Sono 6 i manager del fashion in top20, guidati dal quarto posto di Giorgio Armani (77.70): a seguire, Brunello Cucinelli (72.76), Renzo Rosso (66.98), Remo Ruffini (62.66), Diego Della Valle (62.05) e Miuccia Prada (60.92).

Nel cluster Energy, Renato Mazzoncini di A2A (77.11), impegnato sul tema delle rinnovabili, sale di una posizione. Sesto Matteo Del Fante di Poste Italiane (76.27), davanti a Stefano Antonio Donnarumma di Terna (73.19) e John Elkann (72.95). In decima posizione Luigi Ferraris (69.36), Andrea Orcel di UniCredit (69.32) continua la sua crescita, mentre Urbano Cairo (66.96) e Alessandro Benetton (63.71) si confermano in top15.
Da tenere d’occhio Fabrizio Palermo, che con la nomina in Acea rientra al 53° posto.

I dati del mese e degli ultimi anni suggeriscono quindi che per crescere non basta generare traffico, ma occorre lavorare sulla qualità, stabilire una relazione con il proprio pubblico. E, infatti, i top manager che hanno generato contenuti online a basso impatto reputazionale, quelli dello sport, calano in classifica.