Franco Tatò (Foto Ansa)

Addio a Franco Tatò

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Il manager Franco Tatò è morto per un ictus all’età di 90 anni. Era ricoverato a San Giovanni Rotondo (Foggia), all’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. Era alla vigilia di un intervento endocardico. Accanto a lui la moglie Sonia e la figlia Carolina.

“Manager filosofo”, amante dei libri, nato a Lodi nel 1932, da una famiglia originaria di Barletta, Tatò dopo gli esordi e una lunga carriera in Olivetti, ha guidato società editoriali come Mondadori e Fininvest, gruppo in cui ricoprì la carica di amministratore delegato dal 1993 al 1995. Poi l’arrivo in Enel nel 1996, dove rimase sino al 2002.

Da Olivetti a Treccani

Laureato in Filosofia a Pavia con una tesi sul sociologo Max Weber, si era perfezionato in Germania (grazie a una borsa di studio) e poi ad Harvard negli Stati Uniti, pagandosi gli studi lavorando nelle mense.
La formazione tedesca e il piglio duro del risanatore di imprese gli valgono il soprannome di “Kaiser Franz” e la fama di “tagliatore di teste”.

La sua carriera in Olivetti inizia nel ’56, per i primi 6 mesi come operaio, per poi comincia la sua scalata. Guidò le controllate in Austria, Regno Unito, Germania. Negli anni Ottanta il ritorno in Italia, rianando la Triumph Adler appena comprata.

Dall’84 all’86 va alla Mondadori, chiamato da Carlo De Benedetti, e ne diventa ad. Poi torna in Olivetti a guidare Olivetti Office. Lascia il gruppo nel 1990 per divergenze con la dirigenza.

Nel 1991 il ritorno in Mondadori come amministratore delegato; nel ’93 prende lo stesso incarico in Fininvest. Qui attua un drastico risanamento dei conti. Tatò non lega con il circolo dei collaboratori più stretti di Silvio Berlusconi, e si vede bocciata la vendita di Standa direttamente dal patron di Fininvest.
Per questo nel 1996 accetta l’offerta di Romano Prodi per fare l’ad di Enel. Tatò taglia 30.000 dipendenti e riorganizza l’azienda, preparandola alla quotazione in Borsa.
Nel ’98 Enel entra nel mercato della telefonia mobile con Wind, che nel 2000 acquista Infostrada. L’azienda si espande sulle energie rinnovabili, sull’impiantistica, sull’immobiliare, apre il portale Enel.it per offrire servizi telematici ai clienti. Tatò quadruplica i profitti del gruppo.
Ma nel 2002 il governo Berlusconi, per mano del ministro Giulio Tremonti, non gli rinnova l’incarico.

Tatò dopo Enel svolge diversi incarichi di manager e consigliere di amministrazione ad Hdp, Prada, Cartiere Pigna, Mikado, Parmalat, Berco. Dal 2003 al 2014 è ad della Treccani.
Nel tempo libero dal lavoro, ha scritto diversi libri su gestione aziendale e la storia della Germania.