Antonio Guterres (Foto Ansa)

Cop27 al via. Von der Leyen: cambiamento clima sfida più grande

Condividi

Tra i temi più attesi, il fondo ‘loss and damage’

Comincia a entrare nel vivo la Cop27, l’assemblea annuale dell’Onu sul clima, in programma fino al 18 novembre a Sharm El Sheikh, in Egitto. Nelle prime giornate sono in agenda gli incontri tra i leader mondiali, ai quali prende parte anche la premier Giorgia Meloni, con tavoli di discussione su Transizione giusta, Sicurezza alimentare, Finanza innovativa per il clima e lo sviluppo, Investire sul futuro dell’energia, Sicurezza idrica, Cambiamento climatico e sostenibilità delle comunità vulnerabili.

(foto Ansa)
(foto Ansa)

Guterres: patto di solidarietà climatica fra Stati

“Il clima è la sfida centrale del secolo, ma la stiamo perdendo” è stato l’allarme lanciato all’apertura del summit dal segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres. “In apertura della Cop27, io chiedo un Patto storico fra le economie sviluppate e quelle emergenti, un Patto di solidarietà climatica. Un Patto in cui tutti i paesi facciano uno sforzo ulteriore per ridurre le emissioni in questa decade, in linea con l’obiettivo di 1,5 gradi”, ha chiesto. “Un patto in cui i paesi più ricchi e le istituzioni finanziarie internazionali forniscano assistenza per aiutare le economie emergenti ad accelerare la loro transizione all’energia rinnovabile. Un Patto che ponga fine alla dipendenza dai combustibili fossili e alla costruzione di centrali a carbone. Un Patto che fornisca energia universale, affidabile e sostenibile per tutti”.

Guterres ha puntato il dito verso “le due maggiori economie, Stati Uniti e Cina”, che, ha spiegato “hanno una particolare responsabilità nell’unire i loro sforzi per rendere questo Patto una realtà”. Il segretario generale ha chiesto “una roadmap” per attuare la promessa, fatta dai paesi sviluppati alla Cop26 di Glasgow l’anno scorso, di raddoppiare la finanza per il sostegno all’adattamento al cambiamento climatico, fino a 40 milioni di dollari all’anno. Quindi ha aggiunto che un fondo per ristorare le perdite e i danni del riscaldamento globale nei paesi meno sviluppati è “un imperativo morale”.

Il ruolo dell’Europa

“Dobbiamo affrontare molte sfide, ma il cambiamento climatico è la più grande”, la prima dichiarazione via tweet della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Questa Cop27 dovrà tenere traccia delle promesse. Dobbiamo fare tutto il possibile per mantenere” l’obiettivo di limitare il riscaldamento climatico “a 1,5 gradi” rispetto ai livelli pre-industriali “a portata di mano”. “L’Europa mantiene la rotta”, ha aggiunto.

Gli aiuti ai paesi più esposti

Tra i temi più attesi spunta anche quello del fondo ‘loss and damage’, ufficialmente inserito nell’agenda dai lavori. Si tratta di un meccanismo che guarda ai danni sopportati da diversi paesi più esposti ai disastri climatici sempre più frequenti (inondazioni, siccità, innalzamento degli oceani) e che attribuiscono alle emissioni che sono state causate nei decenni scorsi dai paesi più industrializzati.
Lo scontro, oltre che sull’entità dei finanziamenti, è sullo strumento attraverso il quale erogarli

I dati preoccupanti

In attesa di capire quali frutti arriveranno dalla discussione, i numeri che fotografano la situazione climatica sempre più preoccupanti.
Gli ultimi otto anni sono stati i più caldi per il pianeta, i peggiori fra quelli mai registrati. Nel rapporto ‘Stato del clima globale nel 2022′ diffuso dall’ Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) la temperatura media nel 2022 è di circa 1,15 gradi Celsius sopra i livelli pre-industriali (cioè la temperatura media del periodo 1850-1900).

Da qui, a cascata, tutti i problemi che ne dericano. Il caldo fa sciogliere le calotte polari e i ghiacciai, e provoca l’innalzamento del livello dei mari, che minaccia stati insulari e territori costieri.
Causa desertificazione ed eventi meteorologici estremi: migliaia di persone rimangono uccise, milioni sono private dei mezzi di sostentamento, condannate a fame, miseria e migrazioni.
I cambiamenti colpiscono duro i paesi in via di sviluppo ma non risparmiano nemmeno l’Europa come si è visto nei mesi estivi di straordinaria siccità. Il 2022, si legge nel rapporto, ha battuto il record di scioglimento dei ghiacchiai alpini del 2003, con perdite di spessore dai 3 ai 4 metri. In Svizzera è stato perso il 6% del volume dei ghiacciai.

Non solo l’ambiente

Caldo e disastri fanno poi proliferare una serie di malattie. Secondo l’Oms peraltro tra il 2030 e il 2050, si prevede che il cambiamento climatico provocherà circa 250.000 morti in più all’anno per malnutrizione, malaria, diarrea e stress da caldo. Si stima che entro il 2030 i costi dei danni diretti alla salute (esclusi i costi nei settori che determinano la salute come l’agricoltura, l’acqua e i servizi igienici) siano compresi tra 2 e 4 miliardi di dollari all’anno.