Meta: scatta l’ora dei tagli. Anche Zuck si prepara a licenziare migliaia di persone

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Non c’è pace in Silicon Valley. Dopo Twitter anche Meta prepara i tagli al personale che potrebbero essere i più alti nella storia delle big tech

Dopo Twitter, è il turno di Meta. La società che controlla Facebook si prepara ad annunciare un piano di tagli, il primo nei suoi 18 anni di storia di così ampia portata.
Secondo il Wall Street Journal, i licenziamenti, al via probabilmente nei prosimi giorni, dovrebbero riguardare molte migliaia degli 87mila dipendenti di Meta. E, sebbene inferiore in termini percentuali ai tagli di Twitter, il numero delle persone coinvolte potrebbe essere il più alto finora raggiunto da una grande azienda tecnologica.

Investimenti concentrati

A ben guardare, i licenziamenti non sono una sorpresa, e più volte erano stati evocati davanti ai numeri non sempre rosei nelle scorse trimestrali.
In una call con gli analisti a fine ottobre Mark Zuckerberg aveva parlato della necessità di Meta di concentrare “i propri investimenti su un numero limitato di aree di crescita ad alta priorità”.
“Alcuni team, aveva spiegato, cresceranno in modo significativo, ma la maggior parte degli altri team rimarranno fermi o si ridurranno nel corso del prossimo anno”.

Gli investimenti sul metaverso agitano gli azionisti

Quest’anno, le azioni di Meta sono scese di oltre il 70% quest’anno. L’azienda ha dato la responsabilità al deterioramento generale della situazione economica, ma gli investitori sono stati spaventati anche dalle spese elevate e dalle minacce al core business dei social media.
La crescita di questa attività in molti mercati si è peraltro arrestata a causa della forte concorrenza di TikTok, mentre la richiesta di Apple agli utenti di acconsentire al tracciamento dei loro dispositivi ha limitato la capacità delle piattaforme di social media di indirizzare gli annunci pubblicitari.

Cosa succederà dopo è difficile immaginarlo, ma gli analisti escludono un’uscita di scena di Zuckerberg. I meccanismi societari messi in piedi dall’attuale ceo, ne rendono praticamente impossibile la rimozione.