La presentazione delle Next Gen ATP Finals (Foto Giampiero Sposito)

Next Gen Atp Finals, ultima edizione a Milano? Forse

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Martedì 8 novembre prende il via la quinta edizione delle Intesa Sanpaolo Next Gen Atp Finals all’Allianz Cloud, torneo che vede impegnati i migliori otto tennisti under 21 (defezioni a parte) della classifica mondiale di fine stagione.
Tre gli italiani impegnati nel torneo: Lorenzo Musetti, n. 23 della classifica mondiale, Francesco Passaro n. 119 e Andrea Arnaldi n. 134. Campione uscente lo spagnolo Carlos Alcaraz, attuale n. 1 del mondo.
Finale in programma sabato 12 novembre alle ore 21.

L’appuntamento è stato presentato nella sala Alessi del Comune di Milano alla presenza del sindaco Beppe Sala, del ministro dello sport Andrea Abodi, del sottosegretario allo sport, alle Olimpiadi 2026 e ai Grandi eventi della Regione Lombardia Antonio Rossi, dell’assessore allo Sport Martina Riva, del presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi, del presidente di Sport e Salute Vito Cozzoli, della responsabile direzione sales e marketing digital
retail di Intesa Sanpaolo, Claudia Vassena, e del chief tour officer di Atp Ross Hutchins.

Nella foto, da sinistra: Claudia Vassena, Ross Hutchins, Angelo Binaghi, Giuseppe Sala, Andrea Abodi, Vito Cozzoli e Antonio Rossi (Foto Giampiero Sposito)
Nella foto, da sinistra: Claudia Vassena, Ross Hutchins, Angelo Binaghi, Giuseppe Sala, Andrea Abodi, Vito Cozzoli e Antonio Rossi (Foto Giampiero Sposito)

Quella ai nastri di partenza è l’ultima edizione di un accordo quinquennale che la Federazione ha stipulato con l’Atp. Nel calendario della prossima stagione, il torneo si svolgerà nella medesima settimana delle Nitto Atp Finals di Torino. Da qui il dilemma della sede per il master giovanile.
“Abbiamo inviato una lettera all’Atp per chiedere la conferma a poter organizzare ancora le Next Gen”, ha rivelato il presidente Binaghi, “se ci daranno l’ok dovremo ragionare con Intesa Sanpaolo per capire se Milano continuerà a essere la sede più adatta per il torneo. Siamo comunque pronti a programmare un futuro di grandi manifestazioni nel capoluogo lombardo, consci del nuovo status che ci siamo costruiti in questi cinque anni nell’ambito del tennis
internazionale”.

Angelo Binaghi, Giuseppe Sala e Andrea Abodi (Foto Giampiero Sposito)
Angelo Binaghi, Giuseppe Sala e Andrea Abodi (Foto Giampiero Sposito)


Intesa Sanpaolo è stata accanto alla Fit nell’intero quinquennio. “Il tennis è uno sport che unisce impegno, sana competitività, rispetto delle regole, dinamismo e fair play”, ha detto Claudia Vassena, responsabile Direzione Sales e Marketing Digital Retail, “valori che trovano piena condivisione nel più ampio impegno del nostro Gruppo verso la comunità in cui opera. In particolare, grazie a questa iniziativa vogliamo avvicinarci ai giovani nei contesti a loro più familiari per accompagnarli e sostenerli nei percorsi di crescita: dalla opportunità di finanziamento allo studio, all’acquisto della prima casa fino all’inserimento nel mondo del lavoro”.

Grande disponibilità da parte delle istituzioni milanesi a ospitare eventi di tennis. “La Fit è Ambassador di Milano”, ha aggiunto Martina Riva, “questo torneo incarna i valori della città, giovani protagonisti e innovazioni che cambiano ogni anno”.

Città quella di Milano che guarda alle Olimpiadi del 2026. “In cinque anni questo torneo è sempre cresciuto, anticipando sperimentazioni che poi sono state adottate nel circuito internazionale”, ha aggiunto Antonio Rossi, “stiamo lavorando per creare la generazione olimpica”.
“La nostra è una disponibilità interessata visto il grande successo che il tennis italiano sta ottenendo in questi anni”, ha ammesso il sindaco Sala, “la nostra cittadinanza è tesa a valorizzare gli eventi”. I numeri. “Le Next Gen sono il 19 esimo evento che abbiamo organizzato in giro per l’Italia a testimonianza del nostro impegno industriale ma anche sociale, tutti driver per il turismo”, ha detto Vito Cozzoli.

Infine, una curiosità. “In tempi non sospetti, il presidente Binaghi mi ha inviato una lettera scrivendo “Caro Ministro”, ha confidato Abodi, “la mia nomina è un dono prezioso, adesso devo farlo fruttare”.