Josep Borrell (Foto Ansa)

L’Ue lancia un centro di coordinamento per la Cyberdifesa

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Favorire la cooperazione e la formazione in campo informatico tra i punti del progetto

L’Ue si attrezza per difendere il suo cyberspazio, creando un Centro di coordinamento europeo per la Cyberdifesa. Ad annunciarlo l’alto rappresentate per la politica estera e di difesa Ue Josep Borrell.

“Il cyberspazio non ha limiti, non ha frontiere. Gli attacchi cyber sono diventati parte della guerra moderna e non è un caso che un’azione cibernetica abbia preceduto il bombardamento di Kiev”, ha spiegato Borrell.
“Oggi proponiamo quindi la creazione del Centro di coordinamento europeo per la Cyberdifesa, che ci aiuterà a proteggerci meglio aumentando la collaborazione tra stati membri”.

I punti chiave del progetto

L’obiettivo della Commissione europea dedicata a questo tema è quello di rafforzare la cooperazione e gli investimenti nel settore per proteggere, individuare, scoraggiare e difendersi meglio da un numero crescente di attacchi informatici, coinvolgendo i settori informatici militari e civili.
Bruxelles vuole anche migliorare la gestione efficiente delle cyber-crisi all’interno dell’Ue e contribuendo a ridurre la dipendenza strategica dalle tecnologie informatiche essenziali, rafforzando nel contempo la base industriale tecnologica di difesa europea.

Tra i punti del progetto anche incoraggiare la formazione, l’attrazione e la conservazione dei talenti informatici oltre alla cooperazione con i Paesi partner nel campo della difesa informatica.

Il ruolo dei paesi membri

Ruolo chiave spetta agli Stati membri che, a detta della Commissione, “devono aumentare significativamente gli investimenti nelle moderne capacità di cyberdifesa militare in modo collaborativo, utilizzando le piattaforme di cooperazione e i meccanismi di finanziamento disponibili a livello dell’Ue, come la Pesco, il Fondo europeo per la difesa e Horizon Europe e il programma Europa digitale”.

Breton: non solo difesa

Sul campo della cybersicurezza, però, l’Europa deve essere pronta a giocare non solo in difesa. Almeno questo sembra essere il punto di vista del commissario al mercato interno Thierry Breton. “Dobbiamo essere credibili, i mali intenzionati, siano essi Stati o meno, devono sapere che l’Europa è in grado di individuare e reagire ai cyberattacchi”. Secondo Breton la parte “offensiva” ricade in particolare tra “le responsabilità degli Stati membri”. Alcuni, ha detto, “hanno già le capacità ma vogliono essere meglio coordinati e noi possiamo aiutare altri stati membri a crescere”.