Meta licenzia anche in Italia. A rischio il 17% dei dipendenti

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Il taglio di 11 mila posti di lavoro che Meta ha messo in atto avrà ripercussioni anche sulla filiale italiana della holding di Mark Zuckerberg.

Secondo quanto comunicato di Cgil, Cisl e Uil, tra i licenziati ci sono anche una 22 dipendenti della sede di Milano, dove lavorano 130 persone, pari al 17% degli impiegati.
Un numero non confermato da Meta che in una nota ha fatto sapere di non poter al momento “determinare il numero esatto di dipendenti in esubero in Italia”. “Quello fornito ai sindacatinon è il numero definitivo ma rappresenta un numero potenziale di persone coinvolte”, ha aggiunto l’azienda, che “lavorarà a stretto contatto con i sindacati e avvierà una consultazione collettiva nei prossimi mesi”.

La comunicazione di Cgil,Cisl e Uil

“In queste ore, si legge nella nota dei sindacati, è arrivata l’ufficializzazione dell’avvio di un licenziamento collettivo anche nel nostro Paese con la motivazione di una riorganizzazione delle proprie divisioni finalizzata a migliorare i margini di efficienza”.
“Meta-Facebook, hanno sottolineato le organizzazioni dei lavoroatori, decide sostanzialmente di licenziare a causa di errate scelte di business, gli eccessivi investimenti e i ritorni economici non allineati alle aspettative”.
“Questa ennesima crisi mostra la fragilità del modello economico che sottende a tali piattaforme digitali, non è quindi accettabile che i costi o i mancati profitti pesino solamente sulle spalle di lavoratrici e lavoratori”.

I sindacati hanno segnalato inoltre che nei prossimi giorni “incontreremo la dirigenza aziendale chiedendo il ritiro dei licenziamenti”. “Se le nostre richieste non troveranno risposta, valuteremo tutte le azioni utili da mettere in campo nel tentativo di ridurre al minimo le ricadute sulle persone coinvolte”.