Pietro Labriola (foto LaPresse)

Labriola (Tim): il Paese non è in grado di avere 5 operatori mobili

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“La domanda che c’è da porsi è qual era la politica industriale negli anni passati? Perchè il risultato a cui siamo arrivati oggi è quello dato dall’assenza di politica industriale. Oggi il nostro paese non è in grado di avere cinque operatori mobili non perchè i manager non siano in grado di gestire: è un tema di economie di scala. Se io proietto il trend degli anni passati e lo porto al 2024 tutto il comparto sarà con ebitda meno capex negative. Abbiamo un problema oggettivo”. E’ l’Ad di Tim Pietro Labriola a sottolinearlo – ripreso da Adnkronos – intervenendo all’evento sull’innovazione del Il Messaggero nell’ambito degli incontri ‘Molto Futuro’

“Occorre rivedere alcune norme: più in generale c’è tutto quello che si chiama market consolidation cioè – prosegue Labriola – si deciderà che alcuni operatori tra loro si sposano come quando è stato con Wind che ha fatto il merger con Tre se le Autorità dicono ‘ti permetto di scendere da 4 a 3 operatori pero’ creo un quarto operatore’ probabilmente c’è un problema di processi decisionali; nella valutazione se è più corretto avere 3 o 4 operatori c’è qualcuno che fa una proiezione di business plan per vedere se c’è un ritorno economico per avere 4 operatori in un paese. Si possono avere 5 bar in un unico isolato?” sono i quesiti che pone l’Ad.

Rete unica: si discute sul metodo

Labriola è intervenuto anche sul tema caldo della rete unica. “Nessuno, tra vecchio governo e nuovo governo, nelle varie esternazioni, sta dicendo qualcosa di diverso dal fatto che la rete unica è importante. Poi qualcuno suggerisce un metodo, un modello. Ma è importante chiarire che non c’è una divergenza sul risultato finale, c’è un contraddittorio su come arrivarci”.

Come azienda, ha spiegato “stiamo portando avanti il piano che abbiamo condiviso con il mercato: quello è il percorso che come a.d. devo portare avanti nel rispetto di tutti stakeholder e share holder. E’ facile? No. Ma noi manager siamo ben pagati per gestire le complessità in momenti difficili. Se poi arrivano soluzioni “esterne al ruolo del management”. “Non posso dire io se è meglio l’opa o no: se qualcuno intende lanciare un’opa lo dichiarerà formalmente e gli azionisti valuteranno. Non sono io che devo decidere”, ha detto ancora.
Bisogna “mettere sempre al centro il futuro della società. Certamente ci stiamo muovendo in un contesto complesso”.