Elon Musk (foto Ansa)

Twitter, dimissioni in massa dopo l’ultimatum di Musk. Social a rischio

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A San Francisco uffici temporaneamente chiusi e badge sospesi fino a lunedì

Fuga da Market Street. Allo scadere dell’ultimatum con cui Elon Musk ha sostanzialmente chiesto ai dipendenti di Twitter di scegliere se andarsene o prepararsi a lavorare duramente, sono in molti quelli che hanno deciso di lasciare il social.

Reparti senza personale

Le stime fatte dai media americani parlano di un’ondata di dimissioni che ha coinvolto probabilmente 1000 dei 3500 dipendenti rimasti dopo i licenziamenti delle scorse settimane. La cifra è andata ben oltre le attese, e pare che ad aver scelto di andarsene siano stati soprattutto gli ingegneri più esperti, lasciando alcuni reparti completamente sguarniti.
Un tentativo di arginare l’esodo, senza troppo successo, Musk lo ha fatto offrendo la possibilità di continuare a lavorare da remoto, ma solo con la certificazione del proprio manager di riferimento di svolgere ottime prestazioni.

Come conseguenza, sul social ha cominciato a correre l’hashtag #RipTwitter, in molti hanno denunciato il moltiplicarsi di messaggi d’odio e contentenuti violenti, mentre fioccano gli inviti a scegliere piattaforme alternative.

La sede di Twitter a San Francisco (foto Ansa)

Il “sostituto” di Musk

Come agirà Musk non è chiaro. Nei giorni scorsi aveva anticipato la sua intenzione di ridurre il tempo dedicato a Twitter, trovando “qualcuno che la gestisca”, visto che riteneva fosse vicina al completamento la “fondamentale ristrutturazione organizzativa”. Resterà fedele alla sua intenzione?