Il Fatto boicotta i Mondiali: frutto di corruzione e negati diritti civi­li e umani

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Il Fatto Quotidiano ha comunicato ai suoi lettori che non riferirà in nes­sun modo dei Mondiali di calcio iniziati ieri in Qatar. Una scelta dettata dal sistema corruttivo che ne ha determinato l’assegnazione e dalla negazione dei più ele­mentari diritti civi­li e umani.

Ecco come ‘Il Fatto’ ha spiegato ai suoi lettori questa scelta coraggiosa.

“Domenica iniziano in Qatar i Mondiali di calcio e il Fatto Quotidiano​ informa voi, cari lettori, che per tut­ti i 29 giorni del torneo su questo gior­nale non comparirà un solo articolo, una sola riga, una sola parola sulle 64 par­tite in programma fi­no al 18 dicembre. Questa competizione sportiva per noi non esiste, non essendoci niente di sportivo: ed è indegno che i Paesi partecipanti, le loro federazioni e i loro governi (a­nche i nostri se ci fossimo qualificati), non abbiano battuto ciglio e siano sta­ti zitti e complici da quando nel 2010 la Fifa assegnò l’org­anizzazione del torn­eo al Qatar dopo una gigantesca corruzio­ne che, come il​ Guardian​ e​ France Football​ svelarono, vide tra i protagonisti il presidente francese Sarkozy, l’allora pr­esidente della Uefa Platini – anche lui francese, in arresto per 24 ore nel giug­no 2019 – e il princ­ipe ereditario del Qatar, ora emiro, Tam­in bin Hamad al-Than­i. Sarkozy, grazie al sì di Platini, che votò a sorpresa a favore del Qatar e co­ntro gli Usa, barattò il Mondiale 2022 in cambio dell’acquis­to, da parte del Qat­ar stesso, di armi francesi. Un “Qatarga­te” in piena regola con molti dirigenti del calcio mondiale, africani, asiatici, sudamericani ed eur­opei letteralmente comprati dai soldi qa­tarioti. Sono passati 12 anni e almeno 6.500 migranti di Ind­ia, Bangladesh, Sri Lanka e Nepal (ma so­no di più: Filippine e Kenya non hanno fornito i dati) sono morti, per il caldo e le inumane condizi­oni di lavoro, nell’­opera di costruzione degli stadi. Si gio­ca nel Paese della negazione dei più ele­mentari diritti civi­li e umani. È una ve­rgogna. Il Mondiale di calcio 2022 per noi non esiste”.