Nella foto, da sinistra: Fabrizio Ferragni, Carlo Fuortes, Marinella Soldi, Antonio Tajani, Gennaro Sangiuliano

Digitale, in inglese e con più contenuti. La Rai ripensa l’offerta per l’estero

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Corsi di lingua, programmi culturali anche in inglese. Viale Mazzini tira a lucido la sua offerta per raccontare l’Italia fuori dal Paese

Apertura all’inglese e spinta sulla digitalizzazione: la Rai riorganizza la sua offerta per l’estero. A raccontarla una conferenza stampa alla quale hanno preso parte i vertici di Viale Mazzini, con la presidente Marinella Soldi e l’ad Carlo Fuortes, Fabrizio Ferragni, direttore Rai Offerta Estero, i ministri Antonio Tajani eGennaro Sangiuliano, ai quali si è aggiunto un contributo video del sottosegretario all’editoria Alberto Barachini.

Fuortes: su RaiPlay la finestra Rai Italy

“La direzione per l’estero, guidata da Fabrizio Ferragni è in una fase di grandissimo cambiamento, che sta rispecchiando il cambiamento che stiamo facendo in azienda”, ha esordito Fuortes, raccontando alcuni punti del progetto, anche in linea con quanto richiesto dal contratto di servizio.
“Stiamo immaginando un’offerta per l’estero innovativa rispetto al passato: fino a oggi la Rai mandava attraverso il satellite i vari contenuti, adesso stiamo spingendo sulla digitalizzazione”, ha spiegato.
“Da oggi su RaiPlay c’è una nuova finestra che è Rai Italy, che è visibile in tutto il mondo. Tutti i contenuti on demand saranno liberi, non c’è solo il meglio della programmazione, ma programmi specifici per dare del Paese un racconto di contemporaneità. Ci saranno corsi di lingua, con la Treccani, corsi di cucina, programmi culturali ed anche una parte in inglese per gli amanti della nostra cultura”.

“Si tratta di un grande sforzo di tutta la Rai per arrivare all’estero. Questo è un aspetto molto importante di discontinuità rispetto al passato”, ha chiosato. E in questo’ottica, l’utilizzo dell’inglese – in tg dedicati e nei sottotitoli – diventa fondamentale per permettere di allargare la fruizione a italiani di seconda e terza generazione, ma anche agli amanti del Made in Italy.

Soldi: offerta estero passo fondamentale

“Ho particolarmente a cuore l’offerta estero anche per ragioni personali, perché la mia famiglia si è trasferita a Londra dove è rimasta per 30 anni e i miei genitori mi hanno fatto studiare l’italiano”, ha ricordato la presidente Soldi, sottolineando anche i cambiamenti nel tempo della programmazione della tv pubblica fuori dai confini del Paese. “Quella che presentiamo oggi è un’offerta molto ricca. Questo passaggio richiede una riflessione sulle priorità e sugli obiettivi che la Rai vuole avere. I cittadini italiani residenti all’estero sono quasi 6 milioni e 250 milioni gli italofili. Per ognuno di loro bisognerebbe immaginare un’offerta ad hoc. Quello di oggi è un passo importante e fondamentale, richiesto dalle linee guida del contratto di servizio”.
“Puntare sull’estero richiede una strategia complessiva – ha proseguito Soldi -. Servono finanziamenti certi e una prospettiva politica certa. Speriamo di sederci davanti alle controparti nei ministeri per portare avanti queste strategie”.

Come si articola il progetto

Nel dettaglio la nuova programmazione vede un’offerta raddoppiata, nella quale la produzione originale della Direzione dell’Offerta Estera, va ad interagire con le diverse direzioni di genere della Rai, le testate giornalistiche, il web e la radiofonia.
Rai Italia realizza 4 differenti palinsesti suddivisi a seconda delle aree geografiche del mondo: diversi per orari di messa in onda e anche per contenuti. Su ognuno di questi trasmette 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno. La maggiorparte dei contenuti sono ‘best of’ dei tre canali generalisti Rai, in diretta e in differita, con i Tg Rai, la grande fiction e film, gli show serali, i talk di attualità e i grandi eventi. Una quota più piccola (il 17%) è rappresentato da produzioni originali.

A questi si aggiungono 4 novità della nuova proposta di Rai Italia: l’uso della lingua inglese e il Tg in lingua appositamente realizzato da Rainews24 che sarà fruibile anche on line; l’utilizzo di un canale satellitare e della piattaforma di RaiPlay con una sezione dedicata; la possibilità di vedere Rai Italia anche in Europa; la presenza di 350 ore delle produzioni originali.

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Tajani: progetto in linea con strategia del Governo

Plauso alle iniziative Rai, è arrivato dai rappresentati istituzionali. “La politica estera è il modo per diffondere nel mondo i nostri valori e i nostri prodotti nel mondo e per dare un ritorno positivo a 60 milioni di italiani che vivono nel Paese e anche a quelli che vivono all’estero. La politica estera non è un’esclusiva del ministro, ma riguarda l’industria, le grandi opere d’arte, quello che fanno i nostri militari portatori di pace all’estero”, ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Il progetto al quale avete dato vita, ha sottolineato rivolgendosi alla Rai, si inserisce pienamente nella strategia del governo per far crescere l’Italia, sempre più portatrice di pace, per la tutela degli interessi dei cittadini che vivono in Italia e all’estero”.

Sangiuliano: servizio pubblico racconti l’identità italiana

Dal ministro della Cultura, Sangiuliano, un invito a raccontare l’identità italiana. “Il servizio pubblico non deve essere una declinazione dell’ossequio al politicamente corretto. Deve raccontare l’identità italiana, non con sofismi radical chic”, ha detto l’ex direttore del Tg2, passando in rassegna alcuni dei nomi più grandi della storia e della cultura Italiana. “Non è un servizio al partito unico del politicamente corretto ma alla migliore identità italiana e deve essere libero, plurale e democratico”.

“C’è tanta Italia nel mondo e la Rai può avere un grande ruolo per raccontare tutto ciò e farci tornare a essere il primo paese al mondo per attrattiva turistica”, ha proseguito. “Io penso che l’Italia sia una superpotenza culturale”, ha continuato ripetendo un concetto che più volte ha espresso nelle prime settimane del suo mandato. “Il nostro immenso patrimonio culturale può costituire un elemento importante del Pil, che si può reggere su due architravi: uno è l’industria, l’altro grande strumento è la nostra cultura perché il mondo è affamato di cultura italiana”