Un raduno di giovani Balilla, nel 1940 (foto Ansa)

L’aria che tira sui giornali. Si sfogliano le idee del ventennio

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Che poi pare un titolo azzeccato perché oggi, nel governo e di riflesso sui giornali, tira un’aria davvero strana con una premier che, dopo aver annunciato per settimane riduzione delle tasse, pioggia di incentivi, taglio di bollette e altro, è
costretta suo malgrado, a causa di conti che non tornano e soldi che non ci sono, ad annunciare, titola ‘La Stampa’ di Torino, un “Indietro tutta” che raffredda gli ardori di ministri e fans. Al punto che persino lo “stop, stop, stop” al pentastellato reddito di cittadinanza annunciato dalla Meloni pochi giorni fa diventa oggi su ‘Il giornale’ del Cavaliere solo un reddito “per chi cerca davvero lavoro”, cioè briciole di soldi rispetto a miliardi promessi e in parte spesi da Conte per dare nerbo alla sua campagna elettorale a Napoli e altrove.

Insomma, causa l’alto là imposto dall’Europa al nostro sempre più gravoso debito pubblico, nota il ‘Resto del Carlino’, “il governo, visto che non potrà più ridurre le tasse, faccia almeno in modo che non aumentino”. E per evitarlo, incalzano all’unisono i giornali della destra, “si blocchi almeno l’aumento del costo delle multe che per il momento che vive il paese”, scrive ‘Il Giornale’, “sarebbe proprio da Stato Dracula”.

Però non si può non fare almeno qualcosa che serva a dar corpo al “sentiment” che questo governo ha per i “valori” della famiglia che oggi, anche a causa dell’inflazione, vive un momento di particolare difficoltà? Così alla decisione di
togliere almeno l’Iva al pane e al latte, si annunciano progetti di maggior respiro come quello di dare sostegno, con riduzione delle tasse, facilitazioni incentivi e altro, alle famiglie che hanno in arrivo o già nella culla un quarto figlio, quello di cui, secondo la Meloni, l’Italia avrebbe bisogno se si vuole evitare che diventi un paese solo per vecchi.
E l’idea per molti inedita della premier plana con grandi titoli sui giornali perché nessun governo della Dc o di altri, prima del suo, aveva fatto un passo del genere.
Solo che presto si scopre che questa idea del “quarto” non è del tutto originale e che risale nel fin troppo citato Ventennio. Un’idea già partorita il 3 giugno del 1937 con il varo di una legge che prevedeva appunto che solo con la nascita del quarto figlio una famiglia avrebbe potuto far parte dell’Unione famiglie fasciste italiane e usufruire di conseguenza di lunga serie di privilegi quali agevolazioni economiche, per lo studio e il lavoro, minori tasse (in certi casi abbonate del tutto) e fino all’esonero dal servizio militare per il capo famiglia che lavorasse in una struttura statale.

Ma ecco che l’intemerata idea della premier, a cui danno subito largo spazio i giornali, fa saltare la mosca al naso a Matteo Salvini che non sopporta, nota ‘il Corriere della Sera’, di essere superato a destra dalla sua quasi rivale. E allora via subito a un post che annuncia 20 mila euro di regalo o di rimborso da parte dello Stato a chi si sposa in Chiesa, anzi no, corregge pochi minuti dopo il leghista con un altro post, anche ai matrimoni civili qualunque sia il genere degli sposi.

E così l’aria che tira è che è sempre meno chiaro, anche per gli esperti del ‘Sole 24ore’, di che pasta potrà essere fatta la “manovra” che dovrà dare una spallata alla nostra economia che mentre in barba allo stop imposto alle navi Ong, sbarcano più di mille migranti al giorno. Ed è in questi frangenti, una vera fortuna per la Meloni che non ci sia in Parlamento una vera opposizione, perché se ci fosse stata, allora sì che sul quarto figlio e sul resto sarebbero stati dolori.