I giocatori dell'Iran contro il Galles (foto Ansa)

Qatar, vincono le minacce: i giocatori dell’Iran cantano l’inno

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Nel secondo match del girone, nessuna manifestazione di protesta

A differenza di quanto accaduto contro l’Inghilterra, i giocatori dell’Iran prima del match contro il Galles hanno cantato l’inno nazionale. Questa volta – anche se ci sono state alcune eccezioni, come la stella Sardar Azmoun rimasta a bocca chiusa -, nessun segno di protesta dagli spalti, con i tifosi che, dopo averli fischiati nella gara inaugurale, hanno applaudito e cantato a loro volta l’inno.

L’arresto di Ghafouri

La scelta della nazionale iraniana è stata l’ultima in ordine di tempo, forse una delle più ecclatanti, prese di posizione per esprimere solidarietà con le manifestazioni che da diverse settimane insanguinano il paese dopo la morte di Mahsa Amini.

Alla marcia indietro sul campo di Al Rayyan ha sicuramente contribuito l’arresto di Voria Ghafouri, icona del pallone nel paese, con l’accusa di aver “insultato e infangato la reputazione della nazionale e di aver fatto propaganda” contro lo Stato.
Un segnale inequivocabilmente indirizzato ai giocatori: non c’è tolleranza per chi critica il regime. La pena, al ritorno a casa, sono le manette, se non peggio.

Il precedente dell’arrampicatrice

Tra i gesti di sostegno alle proteste che avevano coinvolto gli sportivi c’era stato anche quello di Elnaz Rekabi, l’arrampicatrice che aveva gareggiato ai Campionati Asiatici senza velo.
Lo sdegno che in patria aveva accompagnato il suo gesto era stato poi “mitigato” dall’arrivo in aeroporto a capo coperto, e dalla dichiarazone dell’atleta di non essersi accorta del velo caduto nei minuti concitati prima della gara.

Sugli spalti un arcobaleno

La partita, oltre a segnare la riappacificazione tra l’Iran e i suoi giocatori, registra una “macchia” arcobaleno, la prima visibile in modo evidente sugli spalti. Alcuni tifosi gallesi indossano oltre alla tradizionale maglia rossa della nazionale, cappellini multicolorati.
Ieri la Fifa aveva dato indicazioni a tutti gli stadi di accettare l’uso di cappelli e ombrelli arcobaleno da parte dei tifosi, proprio dopo che la federcalcio gallese aveva chiesto chiarimenti alla confederazione.
I cappelli con i colori della comunità LGBTQ erano stati sequestrati ai suoi tifosi prima della partita contro gli Usa.