Finestre sul cinema, nuovi orizzonti

Condividi

Mentre il ministro Gennaro Sangiuliano annunciava l’arrivo del decreto per il rinnovo del tax credit, l’amministratore delegato di Rai Cinema Paolo Del Brocco faceva il punto sulla situazione del mercato cinematografico.
E’ successo ieri pomeriggio, nella giornata di apertura del 40° Torino Film Festival, storica manifestazione diretta da Steve Della Casa, aperta a film ma anche a dibattitti, sessioni di Film Commission, incontri del mercato.

Paolo Del Brocco

L’occasione era la presentazione dei film 01 distribution 2022-2023. Tanti i titoli presenti, su un listino che l’ad definisce “Luminoso”.
Ma ancor più che sui film in arrivo, questo è il tempo di riflettere sulla situazione generale del nostro cinema.
Un situazione che, in controtendenza rispetto a quello che si sta ripetendo ormai da qualche anno, Del Brocco non vede assolutamente nera.
“La Mostra di Venezia e la Festa di Roma”, dice, “hanno ridato fiducia al pubblico. E Rai Cinema è impegnata nel produrre molto, per sostenere questa realtà industriale e al tempo stesso culturale, perché è dalla quantità che nasce la qualità“. Se poi gli incassi complessivi sono magri, non bisogna dimenticare – sottolinea Del Brocco – che quest’anno all’appello sala sono mancati i grandi money maker, come Carlo Verdone o Gabriele Muccino, impegnati a girare serie. Mentre Checco Zalone ha preferito dedicarsi al teatro

Tutti al lavoro

In questa situazione, la nota di ottimismo la danno le ultimissime settimane, dove nella parte alta del botteghino sono tornati a farsi vedere gli italiani, come ‘La stranezza’ di Andò, che a metà novembre ha superato i 4 milioni di incassi, il migliore del 2022; o come ‘L’ombra di Caravaggio’ (nel primo weekend, 1,75 milioni).
Nel frattempo, sui set si lavora. Del Brocco spiega che l’audiovisivo registra un’occupazione al 100%. Cerchi la sarta per un film? Non la trovi: sono tutte al lavoro. Così che i costi delle maestranze oggi sono in crescita.

Marco Bellocchio

Senza dimenticare il successo ‘a seguire’ di alcuni casi come ‘Esterno notte’ di Marco Bellocchio che, dopo l’uscita in sala prima dell’estate, è stato appena riproposto in tre serate su Rai1, registrando ascolti intorno ai 3 milioni. Proprio Bellocchio sarà uno dei titoli di punta del listino “luminoso” del prossimo anno, con il nuovo film ‘La conversione’.

Tax credit again

Tutto ciò non significa però assumere toni trionfalistici.
Innanzitutto, “senza l’azione del governo durante il Covid tante società avrebbero chiuso“, ammette l’ad di Rai Cinema.
Il tax credit alla distribuzione resta comunque indispensabile , ed è importante non solo estenderlo ma anche semplificarlo. Oggi – spiega Del Brocco – le procedure di accesso vanno bene per i grandi, mentre le piccole e medie imprese spesso non possono permettersi di attendere per acquisire le risorse a film finito.
L’altra richiesta è prorogare il tax credit per i prossimi due anni, in modo da avere il tempo per uscire e registrare un ritorno economico.

Fabrizio Bentivoglio, Toni Servillo, ‘Il ritorno di Casanova’

La finestre: aprirle o chiuderle?

Un altro tema molto caldo è quello delle famigerate ‘finestre’, il tempo che intercorre fra l’uscita in sala e quella in streaming. Al momento sono 90 giorni. “Ci vanno anche bene i tre mesi, ma devono essere così per tutti, mentre oggi la regola vale solo per gli italiani: gli altri fanno quello che vogliono. E’ importante per il pubblico che la situazione sia chiara, solo così si può pensare a riportare la gente al cinema”, dice Del Brocco.
Di questo è convinto anche Andrea Romano, produttore di I Wonder, neo partner del Torino Film Festival, che nei 90 giorni vede un termine equo affinché da una parte gli spettatori delle grandi città riprendano a entrare al cinema e dall’altra chi abita in zone disagiate possa comunque ritrovare su una piattaforma (I Wonder ha anche un canale su Amazon Prime) il film che non ha potuto vedere altrimenti.

Nanni Moretti, ‘Il sol dell’avvenire’

Nella gabbia dei leoni

Il dibattito a questo punto affronta direttamente il cuore del problema: le piattaforme.
Guardando in particolare a ciò che sta avvenendo fuori, negli Stati Uniti, Paolo Del Brocco sottolinea come il loro tasso di incremento stia frenando. Più che sostituire le sale, l’obiettivo è lavorare in sinergia per poter raggiungere la massima audience.

Hugh Jackman, ‘The Son’

Perché comunque “Il cinema in sala illumina le città, gli spazi urbani, ma illumina soprattutto la nostra vita, arricchendola da un punto di vista culturale, sociale e intimo, personale”, ribadisce l’ad.
E l’elenco dei titoli del nuovo listino non può che dargli ragione. Sia per quanto riguarda il cinema italiano, da Bellocchio a Nanni Moretti (‘Il sol dell’avvenire’), da Gabriele Salvatores (‘Il ritorno di Casanova’) a Matteo Garrone (‘Io capitano’). Sia per le produzioni internazionali, da Steven Spielberg (‘The Fabelmans’) a Roman Polanski (‘The Palace’)