Dalla battaglia di Pavia a oggi. L’Europa e il tema della difesa comune

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Aspen Institute Italia ha deciso di anticipare di poco più di due anni il cinquecentesimo anniversario della battaglia di Pavia, combattuta il 25 febbraio del 1525, tra l’esercito francese guidato dal re Francesco I e l’armata imperiale di Carlo V, per organizzare la conferenza internazionale ‘La battaglia di Pavia e il futuro della difesa europea 1525-2025’ che si è tenuto il 26 novembre, presso l’Università degli Studi di Pavia.

Al centro del dibattito la difesa comune europea, in una prospettiva di mantenimento dei valori di pace e sicurezza del continente, in un tempo di ricerca di nuovi equilibri mondiali, di accelerazione tecnologica e delle strategie politiche e militari conseguenti.
Per la difesa gli Stati Uniti spendono circa 800 miliardi di dollari l’anno, la Cina è stimata tra i 190 e i 290 miliardi di dollari e l’Europa tra 250 e i 350 miliardi di dollari, a seconda che si includano Regno Unito e Turchia.

“L’Europa deve essere sempre più un produttore e fornitore di sicurezza e meno un suo semplice beneficiario – sottolinea Aspen Institute Italia -. L’incremento degli investimenti dovrà essere destinato allo sviluppo e all’acquisto di
sistemi di difesa innovativi, e quindi sostenuto nel tempo e non una semplice risposta di breve periodo a una minaccia contingente”.

L’evento, organizzato con la collaborazione di Intesa Sanpaolo e il contributo di Fondazione Banca del Monte di Lombardia e Leonardo, è stato aperto dalla relazione di Stefano Lucchini, Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo , che ha detto: “La riflessione promossa da Aspen Institute sul cinquecentesimo anniversario della battaglia di Pavia, va dritta al cuore dei complessi problemi della nostra epoca e dei cambiamenti in corso. Il perno della questione mi sembra, come ben indica il Rapporto presentato oggi, in quale misura la tecnologia possa influenzare la struttura politica di riferimento e la sicurezza internazionale, tema che si sviluppa sul terreno della cooperazione, della nuova difesa europea e dello sviluppo industriale.
A proposito di nuove tecnologie”, ha sottolineato Lucchini, “vorrei ricordare un episodio relativo alla battaglia di Pavia. “Se non fosse morto, sarebbe ancora in vita”, così nel 1525 fu detto per Jacques de La Palice, il nobile cavaliere francese caduto in quella battaglia per un colpo di archibugio sparato da un oscuro fante segnò la fine di un’epoca: la fine dell’arma bianca, battuta dall’arma da fuoco. Oggi siamo davanti a nuove innovazioni, e purtroppo a nuove guerre.
Inevitabilmente la nostra comprensione è parziale e se, come accade oggi per la battaglia di Pavia, potessimo leggere quello che tra cinquecento anni gli storici scriveranno della nostra epoca, probabilmente resteremmo sorpresi delle categorie che userebbero, delle chiavi di lettura a noi probabilmente non note, in quanto noi non abbiamo il distacco dalla storia che viviamo. Ringrazio il professor Mario Cera, presidente della Fondazione Banca del Monte di Lombardia, il Sindaco Fabrizio Fracassi, il Rettore Francesco Svelto. Al Presidente Giulio Tremonti va il merito di aver riunito qui oggi illustri menti per riflettere su un tema tanto sentito e attuale”.

ASPEN_Rapporto_La_battaglia_di_Pavia_e_il_futuro_della_difesa_europea_261122