Angela Merkel all'arrivo a Sant'Angelo di Ischia nel 2015 per le vacanza pasquali accompagnata dal marito Joachim Sauer (Foto LaPresse)

L’aria che tira sui giornali. Di frana in frana: perché non affidare Ischia ad Angela Merkel?

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Chissà cosa avrebbe detto Angela Merkel, se avesse ripreso l’uso della parola dopo il silenzio quasi tombale che è seguito all’abbandono del cancellierato, del dramma di Ischia, l’isola che essendo stata molti anni mèta preferita delle sue vacanze, conosce a menadito. Stupore forse no ma certo raccapriccio per un franoso corso degli eventi di cui gli amministratori pubblici avrebbero dovuto aver contezza da tempo. E magari anche qualche inquietante riflessione sul modo con cui i giornali italiani – “Baratro Italia”titola Il Resto del carlino, “La strage degli abusi”, la Repubblica, “Tragedia annunciata via mail” Il Giornale, “A rischio il 94% dell’Italia”,la Stampa e così via- hanno, sgomenti ma non troppo, informato con ampi servizi di cronaca i loro lettori. Con l’immancabile seguito sui canali tv di esperti del ramo frane e catastrofi che in coro raccontano che l’avevano previsto “Ma senza trovare nessuno che desse loro ascolto”.

Angela Merkel all'arrivo a Sant'Angelo di Ischia nel 2015 per le vacanza pasquali accompagnata dal marito Joachim Sauer (Foto LaPresse)
Angela Merkel sotto la pioggia all’arrivo a Sant’Angelo di Ischia nel 2015 per le vacanza pasquali accompagnata dal marito Joachim Sauer (Foto LaPresse)

E così, mentre si fa il conto dei morti ma anche un riepilogo degli abusi edilizi e pure, perché no, dei super condoni che, in ogni parte d’Italia, hanno consentito un simile sfracello, ecco qua che ricomincia la solfa di una burocrazia ai vertici indolente e inconcludente e di amministratori locali che, per incompetenza o per mancanza di sufficienti fondi, non hanno idea di quanto possa essere franosa la terra che hanno sotto i loro piedi. Tanto, per dirne una talmente grossa che non la lava nemmeno l’oceano, sono più di vent’anni che si discetta sulla più che allarmante situazione dell’attivo Vesuvio che potrebbe da un giorno all’altro eruttare travolgendo all’istante, altro che Pompei, le migliaia di case e villette abusive che sono state costruite alle sue pendici. Per non parlare poi delle migliaia di chilometri di costa che, invasi da ogni genere di strutture balneari, potrebbero essere oggetto, al primo maremoto provocato dal riscaldamento del mare, di chissà quali disastri. E i ponti e i binari ferroviari a rischio di crollo per mancanza di manutenzione in mezza Sicilia?

Ma sì – e magari è quello che sta anche pensando la muta sconfortata Merkel in questo momento- ci vorrebbero, per evitare il peggio del peggio, anche assessori un po’ più preparati – non solo con diplomi, lauree ma anche con coraggio e responsabilità civile- al ruolo che sono chiamati a svolgere. Ma pare difficile venire a capo di questo problema.

E se, visto che è ora nullafacente, fosse proprio la Merkel a darci una mano? A Ischia, anzi a quel che ora è rimasto di questa prestigiosa, ma più che franosa isola, lei potrebbe fare molto comodo, visto che la Meloni ha ben altro da fare.