Alberto Barachini (Foto LaPresse)

Barachini: finanziamenti pubblici a editoria ancorati a qualità e professionalità

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Digitale nuova frontiera, dice il sottosegretario alla sua prima audizione in commissione cultura. Indicando anche la lotta alle fake news tra le linee guida del suo ruolo

Il finanziamento pubblico all’informazione e all’editoria è “doveroso”, ma a questo si legano indissolubilmente alcune condizioni, a partire dal “rispetto dei criteri deontologici e professionali” del giornalismo da parte degli editori. Una frontiera che si allarga anche al mondo sempre più incisivo dell’informazione digitale, e che chiama direttamente in causa un altro fronte “caldo” dell’azione del governo, quello della lotta alle fake news.
Sono queste le linee guida cui intende legare la propria azione il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, Alberto Barachini, che nel corso della sua audizione in commissione Cultura alla Camera per illustrare le sue linee programmatiche ha ricordato i 140 milioni di euro del Fondo straordinario per l’editoria da allocare per il 2023.

Un percorso, quello intrapreso dal sottosegretario Barachini, in cui anche le agenzie di stampa, in qualità di fonti primarie di informazione, dovranno avere rapide risposte, ma sulla base di un esame “aggiornato alle nuove condizioni di mercato” che si sono venute a creare anche in seguito alle crisi legate alla pandemia e alla guerra in Ucraina. Per il momento si prevede dunque per esse una breve proroga agli affidamenti in essere, la ripresa dei lavori della commissione ad hoc creata dal precedente governo e delle riflessioni con gli stakeholder, per giungere ad un soluzione che “contemperi la salvaguardia del pluralismo informativo e la stabilità economica e occupazionale”.

La situazione del settore

Il mondo dell’editoria – ha ricordato Barachini nel suo intervento -vive una fase di tumultuosa trasformazione oramai da diversi anni, con rivolgimenti che modificano il mercato di riferimento ad un ritmo battente di un biennio, e che le crisi pandemiche ed energetiche legate alla guerra in Ucraina hanno reso ancora piu’ drammatiche, aggiungendosi agli effetti dell’evoluzione tecnologica, con l’avvento dell’informazione digitale. Cosi’ nell’arco dell’ultimo decennio il numero dei lettori si e’ drammaticamente ridotto, specie per la carta stampata, come i ricavi del settore (sia nei proventi editoriali che pubblicitari), scesi dal 2010 al 2020 da 4,4 a 2 miliardi di euro.   

E’ per questo che Barachini e’ piu’ volte tornato sul tema “dell’affidabilità, della credibilità e della reputazione del settore dell’informazione” assumendolo come bandiera dell’attività dell’ufficio di cui è alla guida, precisando che “è ovvio che non sarà il Dipartimento dell’editoria a certificare la qualità dell’informazione, ma sulla reputazione e sulle norme che collegano al rispetto dei criteri deontologici e professionali vanno ancorati i finanziamento pubblici. Se non si lavora in questa prospettiva non si fa l’interesse collettivo”. A questi valori dunque guarderanno anche le necessarie regole per il sostegno alla stampa  locale – uno dei pochi asset in attivo del settore, ma ancora troppo “resistente” all’innovazione e spesso inadempiente con la contrattualizzazione dei giornalisti -, che dovranno puntare “all’aggregazione regionale o pluriprovinciale”, come pure l’editoria digitale, la cui importanza e’ enormemente cresciuta, ma dove esiste ancora una grande eterogeneita’ di situazioni, con siti di grande qualita’ e altri totalmente deregolarizzati.

“Se il rating internazionale dell’Italia relativo alla libertà di stampa è così basso – ha sottolineato Barachini – è perche’ c’è una proliferazione infinita di testate senza controllo che abbassano la qualità della nostra informazione e la nostra capacità di intervenire su alcune testate rispetto alle quali non si capisce neanche che tipo di responsabilità abbiano. La responsabilità, quindi, va divisa tra autorità di governo, autorità di controllo, compresa l’Agcom”. L’ancoraggio delle sovvenzioni a realta’ che rispettino norme deontologiche e professionali e’ “l’unico che io vedo e che intendo perseguire per dare una certezza di risorse e un progresso all’informazione italiana” ha aggiunto il sottosegretario. Un percorso di difesa del pluralismo che deve tener conto anche del “contrasto alle fake news, la disinformazione e il doping delle notizie con intenti scandalistici”. Su questo tema l’impegno del Dipartimento sara’ “totale” ha rimarcato Barachini. ”Sulla disinformazione ho recentemente partecipato ad un incontro organizzato dalla Presidenza tedesca del G7, nell’ambito del media ministers’ meeting” ha sottolineato, dichiarando l’intenzione di “proseguire su questa linea, come parte attiva e di coordinamento degli interventi nel settore, in stretta interlocuzione con la rete diplomatica”.

La ripartizione dei fondi

Per quanto riguarda l’attuazione delle misure di agevolazione previste per il 2023 e quelle di allocazione del Fondo straordinario di sostegno all’editoria, pari a 140 milioni di euro (ammontano a 90 mln quelle per il 2022) Barachini ha indicato alcune delle iniziative in agenda o gia’ individuate nel Dpcm pubblicato lo scorso 16 novembre.

Tra le misure cui dare attuazione, oltre a quelle agevolative del credito d’imposta per l’acquisto della carta e per gli investimenti pubblicitari incrementali, figura un contributo in favore delle imprese editrici di giornali e periodici per ogni copia cartacea venduta, nel limite di uno stanziamento di 28 milioni di euro. Sull’occupazione il Fondo destina poi complessivamente 12 milioni di euro ai datori di lavoro nel settore delle imprese editoriali di quotidiani e periodici, anche di nuova costituzione, delle agenzie di stampa e delle emittenti televisive e radiofoniche locali per ogni assunzione con contratto di lavoro a tempo indeterminato perfezionatosi nel corso dell’anno 2022 di giovani giornalisti e professionisti con competenze digitali, mediante l’assegnazione di un contributo forfettario di 8.000 euro per ogni assunzione, entro il limite massimo di 3 milioni di euro. C’e’ poi un contributo forfettario di 12.000 euro, per la trasformazione, nel corso dell’anno 2022, di un contratto giornalistico a tempo determinato o di collaborazione coordinata e continuativa in contratto a tempo indeterminato, entro il limite massimo di 9 milioni di euro. 

Per supportare il processo di innovazione delle imprese editrici e la trasformazione dei media tradizionali in digitali sono stati stanziati 35 milioni di euro per contributi a investimenti per innovazione tecnologica, transizione digitale e finalizzati al miglioramento della qualità dei contenuti e della loro fruizione da parte dell’utenza, nel settore dell’editoria radiofonica e televisiva, delle imprese editoriali di quotidiani e periodici e delle agenzie di stampa.

C’e’ poi il bonus edicole, che si vuole rendere strutturale e rilanciare (si pensa alla possibilita’ di far diventare le edicole anche punti di servizi digitali per il pubblico), mentre per quanto riguarda i contributi per l’acquisto di quotidiani, periodici e riviste scientifiche nelle scuole, dopo il flop di adesioni registrate a causa della pandemia, Barachini ha dichiarato l’intenzione di rilanciare il programma con il ministero dell’Istruzione. Anzi abbiamo gia’ avviato un’azione coordinata in tal senso”.

Sempre allo studio del sottosegretario, che ha gia’ avviato in tal senso contatti con il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, c’e’ anche l’idea di estendere il credito d’imposta sulla carta anche al settore dei libri. “Ne abbiamo già parlato con Sangiuliano che ha anche delle idee in merito delle quali vi darà lui conto, non voglio anticiparlo. Però mi sembra corretto ragionarci perché se c’è un valore culturale, questo va sostenuto al di là del mercato” ha detto.