L’aria che tira sui giornali. Meloni non molla sui sostegni

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La partita con l’Ue sugli sfori di Giorgia Meloni

Mentre la destra scalda i motori in vista del dibattito in Parlamento sulla manovra la premier sta giocando la sua partita a poker con Bruxelles che ha già detto di non vedere di buon occhio gli sforamenti di un piano- e si tratta di miliardi e non di bruscolini- che la destra intende mettere sul piatto per marcare l’identità di una politica molto diversa da quella, con e senza Draghi, dei governi precedenti. Ed è sul possibile esito del braccio di ferro che tra pochi giorni ci sarà tra la premier e gli altolocati ragionieri dell’Ue che si accentra l’attenzione di media e mercati. Anche perche’ se non si trovasse un accordo sul quanto e sul come l’Italia possa davvero “sforare” su soldi da spendere e sugli impegni Pnrr da mantenere, ecco qui che potrebbe schizzare, in un baleno, anche lo spread e tutto quello che gli sta intorno con conseguenze persino simili a quelle che portarono al commissariamento della Grecia.

Giorgia Meloni (Foto Ansa)
Giorgia Meloni (Foto Ansa)

Ma la Meloni non intende fare passi indietro per quelli che lei considera più che giustificabili motivi. Il primo è che se cadesse il suo governo, sarebbe impossibile, con l’aria che tira tra gli elettori, farne un altro diverso dal suo. Secondo, perché l’Europa tutto si potrebbe permettere, con una guerra che lambisce ormai i suoi confini, meno che una frattura con il paese che controlla il Mediterraneo. E difatti, in una lunga intervista che il ‘Corriere’ oggi mette in prima pagina, la premier, convinta di avere qualche asso da giocare, non solo non fa passi indietro (“questo governo durerà, eccome se durerà”) ma rilancia, con la promessa di ristorni, condoni, sanatorie e altro, non solo il suo sostegno “ai fragili” ma il suo più concreto appoggio al “ceto medio” che, guarda caso, è , in larga parte, proprio il bacino di lettori a cui si rivolte il giornale di via Solferino.

Come alla premier fa un baffo che La Repubblica consideri Fratelli d’Italia “Il partito del condono”, Anzi meglio così perché era da tempo dopo Covid e altro, che gli italiani desideravano respirare esentasse e a pieni polmoni. Insomma, titola Libero, Lei intende comunque “tirare dritto” , annuncio che già al tempo del Papeete beach di Matteo Salvini aveva segnato il cambio di marcia della politica italiana.

Ora resta solo l’interrogativo di cosa potrà fare l’opposizione per almeno rallentare la corsa di un treno che oggi pare più veloce di Freccia rossa. Certo basterebbe che l’UE togliesse alla Meloni una larga fetta dei miliardi che aveva garantito a Draghi. Ma chi crede oggi che sia davvero possibile un simile ukaze?