Menarini per l’infanzia. 28 esperti per difendere i minori dagli abusi

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Dei 9 milioni di minorenni presenti in Italia, il 9% è vittima di maltrattamenti. Un dato allarmante che ha portato gli esperti di On Radar, la task force istituita a settembre 2022 dalla Fondazione Menarini, a formulare soluzioni a lungo termine per un fenomeno che si è aggravato nel corso della pandemia. Il team guidato dall’ex presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi conta 28 collaboratori fra medici, psicologi, istituzioni, accademici e magistrati. Una rete di esperti attivata dalla casa farmaceutica italiana per rintracciare, segnalare e risolvere non solo i casi di abusi sui minorenni ma anche altre criticità sociali del territorio.

In occasione del primo incontro dedicato al tema dell’“Infanzia bruciata” – tenutosi martedì 29 novembre – il direttore di On Radar ha così commentato il bilancio della prima tranche di lavori: “Il tema centrale di tutto il progetto è la vita. Per questa ragione abbiamo pensato di portare l’attenzione sulle criticità che si incontrano lungo tutto il percorso. Dagli abusi sui bambini al mondo del lavoro, passando per la condizione femminile e il disagio degli anziani”.

Per soccorrere i minorenni vittime di abusi, On Radar ha chiamato a raccolta pediatri, educatori, forze dell’ordine e tutti quei soggetti che si impegnano a proteggere i soggetti più vulnerabili dai rischi a cui sono esposti, tanto negli spazi fisici quanto in quelli digitali. Tra loro, il pediatra e giudice onorario del tribunale per i minori di Roma Pietro Ferrara e il sacerdote e fondatore dell’associazione Kayrós Claudio Burgio. Gli esperti hanno ricordato che l’85% dei casi di maltrattamento riguarda abusi psicologici e il 10% aggressioni fisiche. La percentuale di abusi sessuali ammonta invece al 3%.

“Oggi ci sono nuove forme di abuso che non vengono considerate”, ha detto Ferrara. “È inoltre dimostrato che le vittime di abusi psicologici presentano le stesse lesioni organiche dei bambini che subiscono violenze sessuali”. Il pediatra ha sottoscritto quindi l’importanza di coordinare le prospettive diverse che si hanno del medesimo fenomeno: “È la prima volta che viene formato un gruppo ristretto di ultra specialisti del settore per affrontare il problema da tutti i punti di vista. Oltre i dati, c’è un sommerso che rischia di restare nascosto se non ci dotiamo di una visuale a 360 gradi”.

Il problema della formazione

Gli esperti hanno poi anche sottolineato i limiti e le mancanze di chi è coinvolto nella tutela dei minorenni. “In Italia, ma non solo, c’è un grosso problema di formazione degli operatori. I pediatri di 28 Paesi europei ricevono una formazione insufficiente”, ha ribadito Ferrara.

Mentre Burgio ha ribadito la necessità di estendere competenze e senso di responsabilità ad altre figure. Ma soprattutto di ritrovare un modo per comunicare con i minorenni: “Nelle periferie di molte città c’è un vuoto di adulti e istituzioni. Oserei dire inoltre che anche la Chiesa si dovrebbe svegliare. La formazione ecclesiale che riceviamo non è compatibile con il linguaggio dei giovani di oggi. Così come le università, dove gli educatori non ricevono alcuna preparazione su come lavorare sul campo”.

Il sacerdote ha poi rimesso sul tavolo la questione della cittadinanza, che può condizionare in misura significativa le vite dei minorenni. “È tempo di fare qualcosa per la cittadinanza dei tanti ragazzi nati in Italia. Un capitolo molto triste e ancora irrisolto”.

L’appello ai giornalisti

Scaccabarozzi infine ha lanciato un appello ai giornalisti affinché si uniscano alla rete di On Radar: “Con le vostre capacità di indagare le problematiche, potete aiutarci non solo segnalando i singoli casi – ha detto a Primaonline -ma anche promuovendo il nostro lavoro affinché la rete si possa estendere a un maggior numero di esperti presenti sul territorio”.